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30 Gennaio 2024 | Attualità

Anche il carcere per chi imbratta i monumenti in Italia

Fino a 60mila euro di multa e rischio di finire dietro le sbarre per le eco-proteste che se la prendono con i monumenti. Ma in cultura si investe ancora poco, secondo le opposizioni Via libera del Parlamento italiano alle norme contro chi imbratta e vandalizza i monumenti. Dopo il sì del Senato dello scorso luglio, […]
Legge contro gli eco-vandali per i monumenti italiani - ph. travelwithzhuk

Fino a 60mila euro di multa e rischio di finire dietro le sbarre per le eco-proteste che se la prendono con i monumenti. Ma in cultura si investe ancora poco, secondo le opposizioni

Via libera del Parlamento italiano alle norme contro chi imbratta e vandalizza i monumenti. Dopo il sì del Senato dello scorso luglio, adesso c’è anche l’ok della Camera dei Deputati con 138 sì. La legge prevede multe pesanti, con sanzioni che vanno dai 10mila ai 60mila euro e fino a 5 anni di carcere nei casi più gravi. Il provvedimento del governo punta a contrastare le eco-proteste nelle loro derive contro le opere d’arte pubbliche: fontane, statue, resti archeologici…

“Chi deturpa, danneggia, imbratta un monumento deve risarcire lo Stato per le spese sostenute per ripristinare lo stato dei luoghi”, ha detto il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, che ha promosso il provvedimento perché, per restaurare i beni danneggiati “è bene che non paghino più gli Italiani ma chi si rende responsabile degli atti di danneggiamento”. La norma è stata ribattezzata contro gli eco-vandali, ma anche i tifosi in trasferta o i turisti maleducati hanno spesso fatto danni.

“Un governo che non investe un euro in cultura, si inventa l’ennesimo provvedimento inutile”, attacca dall’opposizione il Partito democratico. “La verità è che non tollerano il dissenso e ricorrono alle leggi penali per reprimerlo”, rincara la dose l’ex presidente della Camera, Laura Boldrini, mentre il deputato di Italia Viva, Roberto Giachetti, ritiene legittimo protestare per cause giuste e osserva che i rappresentanti di Ultima generazione almeno “ci mettono la faccia”.

La legge modifica due articoli del codice penale: il 635 e il 639. Adesso rischiano da 1 a 5 anni di carcere coloro che vengano riconosciuti colpevoli di aver distrutto, disperso, deteriorato o reso, in tutto o in parte, inservibili beni mobili o immobili durante manifestazioni pubbliche. Oltre al pagamento di una multa fino a 10.000 euro. Se, invece, il danneggiamento avverrà in musei, pinacoteche o gallerie i responsabili rischiano il carcere da 1 a 6 mesi, con una multa da 300 a 1.000 euro.
di Daniela Faggion

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