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Appello a Bernabé per garantire un futuro a La7

Cinquanta parlamentari dell’opposizione hanno firmato un appello indirizzato a Franco Bernabé, amministratore delegato di Telecom Italia, con la richiesta di assicurare un futuro a La7. I parlamentari sperano che si tenga conto di questa richiesta durante il confronto tra l’azienda, il comitato di redazione, la Federazione nazionale della stampa e leAssociazioni regionali di stampa del Lazio e della Lombardia sulla procedura di licenziamento per 25 giornalisti.

15 Ottobre 2008 | Attualità

Cinquanta parlamentari dell’opposizione hanno firmato un appello indirizzato a Franco Bernabé, amministratore delegato di Telecom Italia, con la richiesta di assicurare un futuro a La7. I parlamentari sperano che si tenga conto di questa richiesta durante il confronto tra l’azienda, il comitato di redazione, la Federazione nazionale della stampa e leAssociazioni regionali di stampa del Lazio e della Lombardia sulla procedura di licenziamento per 25 giornalisti. ” La7 – si legge nell’appello, promosso da Vincenzo Vita e Giuseppe Giulietti – la tv del gruppo Telecom Italia, punta avanzata della ricerca e della sperimentazione tecnologica nei media del nostro Paese. E’ un’azienda, quindi, che più di ogni altra, nell’interesse degli azionisti e del Paese, dovrebbe puntare sullo sviluppo multimediale partendo proprio dai suoi assetti e dalla riconosciuta professionalità dei giornalisti dell’emittente: per questo quanto accade a La7 appare ancora più inspiegabile e inaccettabile “. I firmatari – da Anna Finocchiaro e Luigi Zanda, da Marco Follini a Giovanna Melandri, da Luigi Ramponi a Giacomo Santini per il Pdl – chiedono anche che “t utte le forze politiche aprano un dibattito e un confronto sul destino dell’emittente a tutela non solo del legittimo interesse dei 25 giornalisti a mantenere il proprio posto di lavoro, ma soprattutto dell’effettiva applicazione dell’articolo 21 della Costituzione anche nel settore radio tv “. ” Speriamo che Bernabé ci ripensi – ha detto Vita illustrando oggi l’appello in conferenza stampa al Senato – e che questo atto del Parlamento possa essere la premessa per un’intesa e non un’offesa al mondo dell’informazione “. ” Si rischia non solo il maestro unico, ma anche la tv unica e il giornale unico “, è il paradosso usato da Giulietti, che ha lanciato l’idea di estendere l’appello “a nche al mondo del cinema, del teatro e della comunicazione e di promuovere un’iniziativa nazionale sui rischi legati ai tagli all’editoria “. Sul “valore generale” della vertenza La7 ha insistito anche Roberto Natale, presidente della Fnsi: ” Al confronto con l’azienda – ha detto – andremo con la massima determinazione: le linee guida saranno la valorizzazione del lavoro dei giornalisti e l’attenzione alle risorse interne “. ” Non firmeremo alcun accordo – ha sottolineato Paolo Buttutini, segretario di Stampa Romana – che preveda anche un solo licenziamento: siamo disponibili a ragionare sulla necessità dei risparmi, ma non sulla pelle dei colleghi giornalisti “.

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