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24 Gennaio 2013 | Economia

Apple trimestre boom, ma cade in Borsa

Apple ha chiuso il primi trimestre fiscale (quello autunnale) con ricavi per 54,5 miliardi di dollari, grazie ai 47,8 milioni di iPhone venduti tra ottobre e dicembre. L’utile netto della compagnia è stato di 13,1 miliardi: cifre record, che però non sono bastate a convincere gli analisti, che si aspettavano di più.

Apple ha chiuso il primi trimestre fiscale (quello autunnale) con ricavi per 54,5 miliardi di dollari , grazie soprattutto ai 47,8 milioni di iPhone venduti tra ottobre e dicembre. L’utile netto della compagnia nel periodo è stato di 13,1 miliardi: cifre record, che però non sono bastate a convincere gli analisti, che si aspettavano di più. Così Wall Street ha registrato un crollo dei titoli di Cupertino, che ieri sono arrivati a perdere il 10% durante le contrattazioni. A punire Apple è stato il tasso di crescita (+18% per i ricavi su base annua), il più basso da quando Steve Jobs lanciò iPhone, nel 2007. Lo smartphone più popolare al mondo sembra aver perso il suo impatto innovativo e patisce la concorrenza: Samsung Galaxy, Nokia Lumia e Htc, con varietà di modelli, fasce di prezzo e sistemi operativi hanno conquistato fette importanti di mercato, minando la sin fiducia sin qui solida degli investitori. Le azioni dell’azienda hanno perso il 27% del loro valore negli ultimi quattro mesi, polverizzando guadagni per 190 miliardi di dollari. A Wall Street si attendevano ricavi superiori ai 55 miliardi e ulteriori prospettive di crescita, ma gli eredi di Jobs hanno qualche difficoltà a muoversi in un mercato sempre più asfittico (per affollamento e a causa della crisi). “ Siamo soddisfatti dei ricavi record, abbiamo fiducia nei nostri prodotti e continuiamo a concentrarci nell’innovazione e nel produrre i migliori prodotti al mondo” , ha detto l’ad Tim Cook. Ma il taglio agli ordini per i pezzi di iPhone 5 e il tonfo in Borsa sono i sintomi del ritorno alla normalità di Apple, che nell’ultimo decennio sembrava un colosso invincibile e destinato a una crescita senza fine. La prossima sfida sarà la riorganizzazione delle attività e delle idee secondo una mentalità meno autarchica. La Mela non è più sola nell’elite dell’hi-tech: il bilancio d’oro di Google (pubblicato ieri) è lì a dimostrarlo. E non può essere ignorato.

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