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12 Gennaio 2026 | Attualità, Economia

Archivi di Stato, la parte virtuosa del Ministero della Cultura

Dopo il dibattito sui fondi per il Cinema recuperati, il MiC esce con dati molto positivi sull’utilizzo dei fondi per l’attività archivistica

A cavallo fra il 2025 e il 2026 il Ministero italiano della Cultura in Italia è parso quasi il Ministero dell’Economia, tanti numeri ha snocciolato e tanti numeri s’è visto passare al setaccio.

Prima c’è stata la questione dei fondi per il Cinema e l’Audiovisivo: il ministro Alessandro Giuli ha annunciato il recupero di 100 milioni di euro non utilizzati in annualità precedenti (in particolare il 2022). Le risorse sono state riallocate per finanziare il Fondo cinema e audiovisivo, compensando in parte i tagli previsti dalla manovra finanziaria. Tuttavia, alcune voci critiche hanno definito l’operazione una “partita di giro”, poiché si tratterebbe di contributi automatici già maturati e non spesi.

Poi c’è stata la delibera della Corte dei Conti che ha analizzato la gestione del “Fondo per la Cultura” istituito durante la pandemia con una dotazione di 93 milioni di euro. La relazione ha sottolineato la necessità di monitorare i contributi da rendicontare sia per soggetti pubblici che privati, per evitare residui passivi non utilizzati. Ancora, per il 2026, anno di chiusura del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, è stata pubblicata una direttiva specifica per la gestione dei residui PNRR ond’evitare che fondi non impegnati vadano perduti entro la scadenza definitiva del piano.

Sempre per il nuovo anno la Legge di Bilancio ha previsto nuovi strumenti come il Bonus Valore Cultura per i giovani e il Fondo nazionale per il federalismo museale (5 milioni annui dal 2026), volti a ottimizzare la spesa territoriale. Confermati anche fondi per 60 milioni di euro da destinare alle biblioteche per l’acquisto di libri: parte dei soldi deriva da una razionalizzazione di capitoli di spesa non interamente utilizzati negli anni precedenti.

Per aprire l’anno nel migliore dei modi, infine, il MiC ha deciso di condividere i dati relativi a investimenti e progetti degli Archivi di Stato per il 2025. Lo scorso anno, secondo il Ministero, sono stati destinati complessivamente 1.800.114,13 euro ad attività di ricerca scientifica e di valorizzazione degli archivi italiani, con un incremento del 14% rispetto al 2024. I finanziamenti hanno sostenuto 136 progetti selezionati su 347 domande presentate.

La quota principale delle risorse è stata assegnata ai Progetti di Ricerca Scientifica, che hanno ricevuto 1.087.614,13 euro per il finanziamento di 89 iniziative scelte tra 246 candidature. L’investimento in questo ambito segna una crescita del 31% rispetto all’anno precedente, quando lo stanziamento si era fermato a 826.574 euro.

Un capitolo specifico ha riguardato gli archivi dei movimenti politici e sindacali, ai quali sono stati destinati 712.500 euro. In questo caso sono stati finanziati 47 progetti su 101 presentati, utilizzando integralmente le risorse previste dalla Legge di Bilancio 2018.

Sul versante della digitalizzazione, nel 2025 si è conclusa la riproduzione digitale dei procedimenti penali legati al rapimento e all’uccisione di Aldo Moro, che saranno resi consultabili attraverso il Portale Archivi nazionali. Nello stesso ambito è stata introdotta per la prima volta l’intelligenza artificiale per la trascrizione automatica dei documenti nei 102 Archivi di Stato italiani.

Il primo caso applicativo è stato l’Archivio di Stato di Caserta, coinvolto in un progetto con il Dipartimento di Fisica dell’Università “Federico II” di Napoli, dove sono state completate le trascrizioni di alcune “platee” di epoca borbonica. Sempre in ambito digitale si collocano gli interventi di semplificazione amministrativa nelle aree colpite dai terremoti del 2009 e del 2016, con la digitalizzazione di circa un milione di pratiche edilizie in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

Accanto alle attività tecnologiche, la Direzione generale ha sviluppato un programma di valorizzazione culturale che ha visto gli Archivi di Stato partecipare per il secondo anno consecutivo a Roma Arte in Nuvola e promuovere iniziative nazionali come la Festa della Musica, le Giornate Europee del Patrimonio, la Domenica di Carta e Carte in Dimora.

Nel corso del 2025 sono state inoltre inaugurate diverse mostre. A Firenze è stata aperta l’esposizione “Giovanni Spadolini e la nascita del ministero della Cultura”, mentre all’Archivio centrale dello Stato sono stati presentati i disegni restaurati della Fabbrica del Vittoriano. A Caserta sono state inaugurate due mostre: una dedicata al periodo della Liberazione, “La Reggia liberata (1943–1947)”, e un’altra incentrata sulla lavorazione della mozzarella e sull’allevamento bufalino, dal titolo “La dama bianca”.

Tra le iniziative di sistema portate avanti nel 2025 rientrano la creazione e il deposito di un marchio unitario per tutti e 102 gli Archivi di Stato, destinato a essere utilizzato anche per una futura linea di merchandising basata su immagini e testi tratti da oltre 15 milioni di documenti. Nello stesso filone si collocano le Linee guida per l’accessibilità e l’inclusione e il progetto di video-documentari “Gli archivi raccontano l’Italia”, realizzato in collaborazione con l’Università del Sannio.

Particolare attenzione è stata riservata anche all’edilizia archivistica. Nel 2025 sono state inaugurate le nuove sedi degli Archivi di Stato di Barletta e Ascoli Piceno, è stato riaperto l’Archivio di Stato di Campobasso, sono stati acquisiti immobili a Brescia e Varese e avviati interventi di riqualificazione a Latina, Chieti e Potenza. Nel triennio 2022–2025, gli investimenti complessivi per immobili e adeguamenti strutturali hanno superato i 61,6 milioni di euro.

È cresciuto anche il fronte delle donazioni, grazie al progetto “Donare alla storia”, che ha portato all’installazione di totem digitali per la raccolta di contributi in 27 Archivi di Stato, collegati alle agevolazioni previste dall’Art Bonus.

Sul piano internazionale, la Direzione generale Archivi ha rafforzato la propria presenza nei principali organismi di settore, come attestato dalla presidenza italiana della Commissione internazionale degli Arolsen Archives, dalla firma di accordi con Turchia e Albania e dallo sviluppo di scambi culturali con archivi spagnoli.

Nel 2025 ha infine ricevuto nuovo impulso anche l’attività editoriale, con la riattivazione della “Rassegna degli Archivi di Stato” e l’avvio della collana “Pubblicazioni degli Archivi di Stato – Saggi”, entrambe edite dalla Viella Libreria Editrice.

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Di <a href="https://www.telepress.news/author/daniela-faggion/" target="_self">Daniela Faggion</a>

Di Daniela Faggion

Emiliana di nascita, non ho ancora deciso dove mi piacerebbe mettere radici: nel frattempo sto in prestito a Milano dal 2000. Giornalista pubblicista dal 2003 e professionista dal 2006, ho lavorato per diversi media e pubblicato due libri. Scrivo per Telepress dal 2022 e mi occupo di attualità, scienze, ambiente, ed enogastronomia, sempre per raccontare l'Italia vista dal mondo e l'Italia in giro per il mondo.

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