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9 Maggio 2013 | Attualità

Blogger condannata, non ha moderato i commenti

L'amministratrice di un sito per scrittori in erba è stata condannata dal tribunale di Varese per diffamazione a causa di alcuni commenti ritenuti offensivi pubblicati su blog e forum di cui lei era responsabile.E' stata giudicata responsabile di tutti i contenuti.

Sentenza storica dal tribunale di Varese, dove una blogger è stata condannata per diffamazione a causa di alcuni commenti ritenuti offensivi pubblicati su blog e forum di cui era amministratrice.  La questione risale al 2008, quando alcuni teenager veneti decisero di aprire un  sito con tanto di forum di discussione su temi letterari dal nome Writer’s dream , su cui postare recensioni ai volumi pubblicati dalle case editrici e giudizi sugli scrittori emergenti. Il portale nasceva come polo di attrazione per romanzieri alle prime armi che volessero sfoggiare le loro abilità di scrittura e magari attirare l’attenzione degli editori, sperando in una pubblicazione ufficiale delle proprie storie. Tra i compiti del network, anche quello di presentare le case editrici agli aspiranti scrittori che si radunavano nel sito , fornendo delle vere e proprie recensioni riguardo il loro modo di operare sul mercato e nei confronti dei romanzieri assoldati. In uno di questi casi nei confronti di un editore sono stati  scritti alcuni commenti che i destinatari hanno ritenuto lesivi della propria onorabilità, presentando denuncia alla procura di Varese. Tra i non lusinghieri epiteti rivolti nei confronti dell’azienda recensita, si potevano leggere giudizi al pari di “ cloache editoriali” , “signori della truffa” o anche  “mafiosi, strozzini” . Trattandosi di contenuti liberamente accessibili, la parte civile ha messo in evidenza che l’amministratrice si era oltretutto premurata di porre in risalto che i commenti non fossero da ritenere di sua responsabilità. Teoria, questa, completamente ribaltata dal Tribunale varesino, che ha condannato la fondatrice del sito, anche in virtù di quei post e commenti inseriti nel forum da parte di soggetti terzi. Così si riassume la sentenza: “La disponibilità dell’amministrazione del sito internet rende l’imputata responsabile di tutti i contenuti di esso accessibili dalla rete, sia quelli inseriti da lei stessa, sia quelli inseriti da utenti”.

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