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18 Giugno 2008 | Innovazione

Bonaiuti: nuove regole per il settore editoriale

Il sottosegretario all’Editoria, Paolo Bonaiuti, nel corso di un’audizione alla commissione Cultura della camera ha annunciato di voler mettere in atto una serie di provvedimenti volti a riorganizzare il settore editoriale a diversi livelli .  Innanzitutto i contributi pubblici ai giornali saranno erogati in base alle copie effettivamente stampate e messe in vendita e non più affidandosi all’autocertificazione delle singole testate.  “Ci sarà in esame un riordino delle procedure di erogazione dei contributi all’editoria, con una semplificazione della documentazione necessaria per accedere al contributo e nuovi criteri di calcolo, assicurando comunque la prova dell’effettiva distribuzione e messa in vendita della testata” ha spiegato Bonaiuti.  “Il governo – ha aggiunto Bonaiuti – intende inoltre valorizzare i contributi indiretti , perché riteniamo siano gli unici market friendly, cioè non alterano le condizioni di base del mercato e mi riferisco al credito agevolato, d’imposta, le agevolazioni tariffarie. Il nostro criterio sarà un rifinanziamento intelligente del credito d’imposta , premendo sul ministero del Tesoro, ma conoscendo la sua scarsa propensione ad aprire i cordoni della borsa”.  Il sottosegretario prevede anche una sorta di riforma che non riguardi solo la carta stampata ma tutti i media e porti l’intero settore verso il traguardo della multimedialità.  “Sono convinto che per l’editoria non basta una legge solo per la carta stampata. Occorre una legge di sistema, che sia preparata nell’ottica della multimedialità . Nel 2008 – ha sottolineato Bonaiuti – non si può più pensare in termini di mezzi di comunicazione isolati tra loro ma ragionare sulla base di un sistema di media interconnessi tra loro”.  Ma le novità riguardano anche il settore radiofonico: il senatore del Pdl, Alessio Butti, ha espresso la sua contrarietà a portare avanti il finanziamento della storica Radio Radicale : “La spesa di 10 milioni di euro autorizzata dalla legge Finanziaria 2007 a favore di Radio Radicale per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009 è inutile oltreché anacronistica. E’ dal lontano 1994 infatti che lo Stato finanzia questa rete”

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