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Cairo, La7 e il piano di ripresa di T.I. Media

L'editore ha acquistato La7 per 1 milione di euro, accollandosi i debiti e e contratti dei lavoratori del canale televisivo, che ora comincia una nuova fase. La rete sarà ricapitalizzata per un importo tale per cui avrà una posizione netta positiva non inferiore a 88 milioni di euro.

5 Marzo 2013 | Attualità

Urbano Cairo ha acquistato La7 per 1 milione di euro , accollandosi i debiti e e contratti dei lavoratori del canale televisivo, che ora comincia una nuova fase della sua storia. La rete “ sarà ricapitalizzata per un importo tale per cui avrà una posizione netta positiva non inferiore a 88 milioni di euro ”, si legge in una nota di Cairo Communication. Il cambio di proprietà prevede anche la sottoscrizione di un contratto di trasmissione pluriennale con Telecom Italia Media Broadcasting. Il comitato di redazione ha risposto bene all’arrivo di Cairo : “ In redazione c’è attesa, nessuno è in ambasce – ha detto il cdr in un comunicato -. Del resto è un anno che siamo in attesa e al momento non si può dire né che Cairo sia un bene, né che sia male, o che altri al posto suo sarebbero stati preferibili ”. Si deve cominciare a lavorare alla nuova La7, i giudizi verranno stilati poi. “B isogna capire i termini della vendita a Cairo e abbiamo mandato alla Federazione nazionale della stampa per un incontro con la proprietà” . Al momento, i lavoratori della rete non hanno altro da dire. Cairo invece dice di essersi accollato una grande responsabilità, facendo sua una “patata bollente” . Sul fronte Telecom la cessione di La7 è stata accolta con sollievo dal consiglio , ma con poco entusiasmo da parte dei mercato: il titolo di T.I. Media ha perso il 6,4% a Piazza Affari , mentre in società veniva presentato il bilancio 2012, con perdite per 240,9 milioni di euro e un indebitamento netto di 260,1 milioni. L’intenzione della compagnia, liberatasi del canale tv, è quella di aumentare efficienza e redditività. L’obiettivo ambizioso è quello di ottenere “ri cavi in crescita dell’11% ed Ebitda del 36%” nel triennio 20132015. Anche in questo caso, è troppo presto per trarre conclusioni, ma risalire la china non sarà semplice. 

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