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3 Aprile 2007 | Economia

Case discografiche e Apple nel mirino Ue

La Ue ha accusato le maggiori case discografiche e la Apple di limitare la vendita di musica in Europa. Secondo Jonathan Todd, portavoce della Commissione europea, gli accordi fra Apple e la discografia violano il diritto europeo sulla concorrenza.  

La Ue ha accusato le maggiori case discografiche e la Apple di limitare la vendita di musica in Europa. Secondo Jonathan Todd, portavoce della Commissione europea, gli accordi fra Apple e la discografia violano il diritto europeo sulla concorrenza.  La Ue ha posto l’attenzione sulla creazione di negozi nazionali e sulla proibizione di acquistare da un punto vendita estero. Il cosiddetto “Accordo di Santiago” impone a chi apre un negozio di musica online di trattare la cessione dei diritti solo in chiave locale. Apple ha replicato che avrebbe “preferito gestire un unico negozio sopranazionale”,  ma che “le case discografiche ci hanno informato che c’erano dei limiti legali ai diritti che potevano concederci”. La Commissione europea ha aperto un’inchiesta a seguito della segnalazione da parte dell’organizzazione britannica per la difesa dei consumatori, Which, che ha segnalato che in Francia e Germania il download di una canzone costa 99 centesimi, mentre dalla Gran Bretagna il prezzo applicato è di 1,16 euro (0,79 sterline).

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