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27 Novembre 2007 | Attualità

Celentano provoca l’Italia a tempo di musica

Il dopo show di Celentano “La situazione di mia sorella non è buona, andato in onda ieri sera su Raiuno, non sta tradendo le attese: il Molleggiato ha presentato il suo disco in uscita, per non essere costretto a farlo in trasmissioni che non lo soddisfano, e ha detto la sua su ambiente, energia, attualità e politica accendendo i riflettori sulle sue dichiarazioni. “I politici dicono che vogliono migliorare la qualità della vita, sono certo che la migliorano, ma per quanto tempo? Loro giocano su questo, sul tempo”, ha affermato Celentano, rispondendo alle domande della spalla Fabio Fazio.  “Casini, D’Alema, Berlusconi e tutta la destra che insiste per tornare al nucleare. Dicono che le centrali nucleari sono più sicure ora, ma non è quello il problema. Il pericolo sono le scorie nucleari, che non si sa dove metterle. Per smaltirle ci vogliono venticinquemila anni. Chi vi assicura che la sicurezza delle centrali nucleari non intacchi anche le falde acquifere?”, ha proseguito, sottolineando che “ Prodi forse è sulla strada giusta ma fa promesse che non si possono mantenere ”.  I politici “in campagna elettorale si affannano ad annunciare le cose buone per il Paese, ed ecco la lista dei ‘dolci avvelenati’. Quindi le città sarebbero più illuminate, ci sarebbero più grattacieli, perché qualche deficiente identifica il benessere dall’altezza dei grattacieli, a partire dai Comuni che sono i mandanti di architetti kamikaze che distruggono ogni cosa . Il debito pubblico diminuirebbe perché faremmo a meno di comprare l’energia dalla Francia e dalla Germania. Quindi il cittadino verrebbe ingannato da una illuminazione al di fuori della propria vita mentre dentro di lui aumenterebbe il buio del cancro”.  Secondo il parere di Celentano “ il politico, quello vero, che dovrebbe fare della politica una missione, dovrebbe evitargli i pericoli per migliorare la qualità della vita . Non fa niente se le città sono meno illuminate”. La soluzione? Voltare pagina “ mettere in atto una rivoluzione, a partire dalla gente , perchè solo la gente può cambiare un politico che sbaglia. Ma prima deve cambiare la gente e poi i politici che si approfittano della gente”. Non dimenticando la tragica morte del tifoso laziale Gabriele Sandri e tutto ciò che vi è seguito, Celentano ha tenuto a specificare che la rivoluzione non deve essere quella “di andare negli stadi con spranghe per colpire la polizia, ma deve partire proprio dagli ultrà, i quali dovrebbero seppellire le loro spranghe e gli altri oggetti di violenza e avere il coraggio di andare in giro a volto scoperto ”, così che “come dal fango nasce il fior di loto, il fiore più bello, altrettanto si può dire di questi giovani”. Se lo farete, ha continuato Celentano, “costringerete il potere a piegarsi ai vostri ideali, cioè l’amore per il bello, l’uguaglianza. E obblighereste i Comuni a non scrivere con il cemento le brutture dei loro animi. Obblighereste il ministro Mastella a dire ‘ho sbagliato a togliere a quel magistrato l’inchiesta su di me, lo rimetto al suo posto’”.     L’ultima stoccata in tema di rivoluzione è andata a Silvio Berlusconi: “Se qualcuno crea un nuovo partito, io l’applaudo, è bellissimo. Però Silvio, se vuoi veramente voltare pagina devi fare una rivoluzione dentro di te . Dare un segnale concreto che non sei più quello di ieri”. Mogol, Gianni Bella, Fabio Fazio, Carmen Consoli, Milena Gabanelli (in collegamento telefonico) sono intervenuti nel corso del programma e anche l’ospite più attesa, la musica, ha dipinto il quadro poco confortante descritto da Celentano. Il brano “La situazione non è buona”, scritto da Francesco Tricarico, è stato accompagnato dalle immagini della Birmania. La stessa sorte è toccata a Laura Chiatti, spalla femminile del Molleggiato, che all’aprirsi del sipario ha contrapposto la sua immagine giovane e carica di speranze a una sequenza di scatti ritraenti guerra e angoscia.

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