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20 Febbraio 2022 | Ambiente

Che aria tira in Italia

In Italia, su 102 capoluoghi di provincia, nessuno rispetta i valori limite dell’inquinamento atmosferico suggeriti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). E’ quanto emerge dal rapporto annuale di Legambiente “Mal’aria” sull’inquinamento atmosferico nelle città italiane. 

Nel novembre 2021 sono state pubblicate le nuove linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (che hanno rivisto, ribassandoli, i valori limite suggeriti delle concentrazioni dei principali inquinanti atmosferici), che segnano una svolta da qui ai prossimi anni in termini di politiche di risanamento della qualità dell’aria.

Rispetto ai nuovi parametri ben 17 sono le città con i valori più alti di polveri sottili, che superano i valori OMS per più del doppio, con Alessandria che nel 2021 ha registrato una media annuale di PM10 pari a 33 µg/mc rispetto al limite OMS di 15 µg/mc; seguita da Milano con 32 µg/mc, Brescia, Lodi, Mantova, Modena e Torino con 31 µg/mc. 

Nel presente report di Legambiente sono stati analizzati e interpretati i dati del 2021 da poco concluso di 238 centraline per il monitoraggio dell’aria di 102 città capoluogo di provincia. Tra i dati a disposizione, Legambiente ha scelto di utilizzare quelli relativi ai tre principali inquinanti delle aree urbane che sono le polveri sottili (PM10 e PM2.5) e gli ossidi di azoto, in particolar modo il biossido di azoto (NO2), ritenuti dalla comunità scientifica come i marker principali che determinano la qualità dell’aria che viene respirata ma soprattutto gli inquinanti che determinano prevalentemente l’insorgenza di effetti sanitari cronici sul sistema respiratorio e cardiovascolare e che determina no mediamente oltre 50mila morti premature all’anno solo in Italia.

Ma il problema dell’inquinamento atmosferico non è un esclusivamente un problema per l’ambiente ma è anche, e forse soprattutto, una questione sanitaria. Nonostante negli ultimi dieci anni si sia registrato un miglioramento della qualità dell’aria in Europa, Italia compresa, nelle ultime valutazioni annuali effettuate dall’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) è emerso come l’esposizione al particolato fine causi circa 400mila morti premature all’anno nei 41 Paesi europei, di cui circa 50mila solo in Italia.

 

di Arman C. Mariani

aria

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