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11 Giugno 2009 | Attualità

Cinema, un’industria dal grande potenziale (forse) inespresso

Quella della Settima Arte è un’industria dal potenziale elevato ma non del tutto espresso. Questo quanto si evince dal rapporto ‘Cinema che passione’, presentato nei giorni scorsi, che analizza la situazione del mondo della celluloide in Italia. Un settore che coinvolge oltre 9 mila imprese, per un giro d’affari di 5 miliardi di euro. Punto debole di questa rete economica è la polverizzazione delle aziende.

Quella della Settima Arte è un’industria dal potenziale elevato ma non del tutto espresso. Questo quanto si evince dal rapporto ‘Cinema che passione’, presentato nei giorni scorsi, che analizza la situazione del mondo della celluloide in Italia. Un settore che coinvolge oltre 9 mila imprese, per un giro d’affari di 5 miliardi di euro.   Punto debole di questa rete economica è la polverizzazione delle aziende: quasi la metà (circa 4.400) di quelle coinvolte fattura meno di un milione di euro l’anno. Il cinema italiano, nel 2008 ha registrato la più alta offerta di film nostrani degli ultimi 10 anni (154 opere tra produzioni e coproduzioni) e ha confermato il ritrovato favore del pubblico, con 99,4 milioni di presenze e 593,7 milioni di euro di incassi.   Sul versante dell’occupazione, il settore impiega 58.700 tra ‘artisti e tecnici’ e 17.500 tra ‘maestranze e impiegati’ Numeri buoni, ma non supportati da investimenti adeguati (23% rispetto agli investimenti in Inghilterra e l’11% rispetto alla Spagna).

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