La ricerca italiana rafforza il suo asse con gli Stati Uniti. Cinque progetti della Scuola Superiore Sant’Anna sono stati selezionati e finanziati dal Global Seed Funds, il programma del Massachusetts Institute of Technology che sostiene collaborazioni internazionali tra istituti accademici. Un risultato che conferma il peso della ricerca interdisciplinare sviluppata a Pisa e apre nuove sinergie su fronti strategici: dall’intelligenza artificiale all’ingegneria avanzata, dalla medicina alla lotta al cambiamento climatico.
Tra i progetti premiati c’è CRYSTAR, che punta a sviluppare sensori in fibra ottica capaci di funzionare in condizioni estreme, fino a circa 1600 gradi e in ambienti ad alta radiazione. Una tecnologia chiave per applicazioni come la propulsione spaziale e i micro-reattori nucleari, oggi limitate dalla mancanza di strumenti di misurazione affidabili. Il progetto nasce dalla collaborazione tra il MIT e l’Istituto di Intelligenza Meccanica della Sant’Anna.
Sul fronte medico, il progetto CORDIS affronta una delle principali sfide della sanità: la diagnosi precoce delle malattie cardiache. L’obiettivo è sviluppare un simulatore cardiaco “soft” in grado di replicare anatomia e patologie del cuore umano, generando grandi quantità di dati utili per addestrare sistemi di intelligenza artificiale. Il progetto mette insieme competenze di robotica e medicina cardiovascolare, grazie alla collaborazione tra l’Istituto di BioRobotica della Sant’Anna e il MIT.
C’è poi ERGE, che guarda alle politiche di adattamento al cambiamento climatico. Il progetto analizza se il modello sviluppato al MIT, orientato a rendere queste politiche più eque ed efficaci, possa essere applicato in Europa. L’attenzione è rivolta al rischio che strategie di adattamento, se non progettate con criteri di equità, possano accentuare disuguaglianze sociali e territoriali già esistenti.
Sempre nell’ambito dell’ingegneria, il progetto “Towards AI Co-Pilot for Turbomachinery Engineering” punta a sviluppare un assistente basato su modelli linguistici avanzati, capace di supportare gli ingegneri nella progettazione di sistemi complessi come i motori aeronautici. L’obiettivo è semplificare l’interpretazione di dati tecnici e simulazioni, migliorando l’efficienza delle decisioni progettuali.
Infine, il progetto “Modulating colonic motility via spinal cord neuromodulation” si concentra sulla neurotecnologia applicata alla medicina: la modulazione della motilità intestinale attraverso la stimolazione del midollo spinale. La ricerca esplora nuove possibili terapie per pazienti con lesioni spinali, combinando tecniche di stimolazione elettrica e monitoraggio non invasivo dell’attività gastrointestinale, con l’obiettivo di sviluppare soluzioni terapeutiche innovative.
Nel complesso, i cinque progetti rappresentano un investimento su ricerca di frontiera e collaborazione internazionale. Un segnale chiaro: l’innovazione passa sempre più da reti globali, in cui università e centri di ricerca condividono competenze per affrontare sfide comuni, dalla salute all’energia, fino al clima.

