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Cittadinanza per Ius Scholae cosa prevede

La riforma consentirebbe di acquisire la cittadinanza italiana al minore straniero che sia nato in Italia o vi abbia fatto ingresso entro il compimento del dodicesimo anno di età e che abbia risieduto legalmente e senza interruzioni nel nostro Paese, qualora abbia frequentato regolarmente per almeno cinque anni nel territorio nazionale uno o più cicli […]

6 Luglio 2022 | Attualità

La riforma consentirebbe di acquisire la cittadinanza italiana al minore straniero che sia nato in Italia o vi abbia fatto ingresso entro il compimento del dodicesimo anno di età e che abbia risieduto legalmente e senza interruzioni nel nostro Paese, qualora abbia frequentato regolarmente per almeno cinque anni nel territorio nazionale uno o più cicli presso istituti appartenenti al sistema nazionale di istruzione o percorsi di istruzione e formazione professionale triennale o quadriennale idonei al conseguimento di una qualifica professionale. Scontro nel Governo per l’opposizione della Lega.

Lo Ius Scholae nel dettaglio

L’Aula della Camera inizia l’esame della proposta di legge sullo ius scholae e il testo è subito occasione per un nuovo scontro nella maggioranza. La Camera dei Deputati discute la proposta di legge che porterebbe la cittadinanza ai figli di extracomunitari che abbiano frequentato cinque anni di scuola in Italia, senza aver compiuto i 18 anni. Gli ultimi dati Istat dicono che ci sono più di un milione di minori stranieri in Italia: l’11,5% della popolazione residente al di sotto dei 18 anni. Sono oltre 870mila gli studenti di origine straniera nella scuola italiana. Per quasi due terzi sono nati in Italia. Oggi un bambino è italiano se ha la cittadinanza italiana uno dei due genitori. Chi nasce in Italia da genitori stranieri può richiedere la cittadinanza solo dopo aver compiuto diciotto anni e aver risieduto in Italia legalmente e ininterrottamente.

La differenza con lo Ius Soli

Lo ius soli puro prevede che chi nasce nel territorio di un certo stato ottenga automaticamente la cittadinanza. Ma non è previsto in nessuno stato dell’Unione Europea. Lo ius soli presente nella legge presentata al Senato prevede invece che un bambino nato in Italia diventi automaticamente italiano se almeno uno dei due genitori si trova legalmente in Italia da almeno 5 anni. L’ultima legge sulla cittadinanza, introdotta nel 1992, prevede un’unica modalità di acquisizione chiamata ius sanguinis. Un bambino è italiano se almeno uno dei genitori è italiano. Un bambino nato da genitori stranieri, anche se partorito sul territorio italiano, può chiedere la cittadinanza solo dopo aver compiuto 18 anni e se fino a quel momento abbia risieduto in Italia “legalmente e ininterrottamente”. 

di Alessandro Bonsi

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