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27 Ottobre 2021 | Attualità, Economia

Climatariani e nuove tendenze sulla tavola degli italiani

La pandemia ha colorato di “verde” la tavola degli italiani, tanto che 1 italiano su 6 dichiara di adeguare il proprio regime alimentare per ridurre l’impatto ambientale.  

E’ quanto emerge dal “Rapporto Coop 2021 – Economia, consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani”: nell’ultimo anno un italiano su due ha cambiato abitudini alimentari e ben 4 su 10 dichiarano di essersi indirizzati verso un’alimentazione più sana ed equilibrata.

Costretti a casa dalla pandemia, gli italiani hanno dato nuova centralità al loro rapporto con il cibo disegnando una diversa mappa delle identità e delle culture alimentari del Paese.

Se la dieta mediterranea è ancora il riferimento culturale dominante, vanno a imporsi nuovi sistemi valoriali più fluidi, con preferenze di consumo differenti: bio, veg, gourmet e iperproteici, flexiteriani e nocarbs. Ma è la sostenibilità e l’attenzione al clima la cultura alimentare emergente.

E’ infatti la consapevolezza che le scelte alimentari esercitano sul contesto sociale e ambientale la tendenza che emerge con maggiore chiarezza. In questo senso, si sta imponendo una nuova attenzione al riscaldamento globale e al climate change. Oggi oltre un sesto degli italiani dichiara di riconoscersi in una identità “climatariana”.

Gli investimenti in cibi e bevande di prossima generazione ammontano a 6,2 miliardi e tra le new entry sulle tavole degli italiani da qui a 10 anni ci sono cibi a base vegetale con il sapore di carne, cibi a base di alghe, farina di insetti e anche la carne coltivata in vitro. 

Consci anche del fatto che la dieta mediterranea sia uno dei regimi più sostenibili in termini ambientali (seguirla fa risparmiare 14 kg di CO2 equivalente, 6.000 litri di acqua e ben 172 mq di suolo rispetto a una dieta iperproteica), gli italiani prestano maggiore attenzione verso nuovi regimi alimentari capaci sia di ristabilire il benessere fisico sia limitare appunto l’impatto ambientale, orientandovi verso un’alimentazione povera di carboidrati e ad alto contenuto di proteine. 

Anche perché il 23% delle persone dichiara di avere acquistato peso (in media 5,8 kg) a fronte di un 15% che indica invece di averlo perso (- 7,1 kg). 

Così, accanto alle classiche fonti proteiche (carne e derivati), si registra non solo un forte avanzamento di sostituti vegetali (+24,5%) e di prodotti ittici (18,8%), ma anche di frutta secca e semi, le cui vendite hanno registrato rispettivamente un aumento del +11,9% e +11,4%.

 

di Arman C. Mariani

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