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12 Settembre 2022 | Attualità, Eventi

Con Bolle la danza è per tutti

Roberto Bolle dipinge di bianco Piazza Duomo. Domenica 4 settembre, ai piedi della Madonnina a Milano, si sono radunati centinaia di ballerini. Di ogni età, da tutta Italia, con entusiasmo, disciplina e rigore, tutti vestiti di bianco, hanno dato vita a uno spettacolo di danza pregno di messaggi e significati.

Nell’ambito del programma di OnDance 2022, si è svolto l’evento Ballo in Bianco, una maxi classe alla sbarra con un maître d’eccezione, Roberto Bolle. All’evento, organizzato in collaborazione con Assodanza Italia, hanno partecipato numerose scuole di danza d’Italia. Oltre 1500 allievi, vestiti di bianco, hanno animato un imperdibile spettacolo a cielo aperto nel cuore di Milano.

I MESSAGGI

Con la quinta edizione di OnDance, Roberto Bolle ha coinvolto un pubblico non abituato ad andare a teatro. Ha preso per mano persone, famiglie, bambini e bambine, ragazzi e ragazze di ogni età, affinché gustassero la danza che plasma lo spirito. Affinché conoscessero tutte le proposte e classi delle più varie discipline, tutte al completo, compresi tango e swing, vogueing e Bollywood. Un’ora di lezione corale totalmente gratuita, grazie al Comune di Milano e agli sponsor. Una danza per tutti. Nessuna limitazione, tanto entusiasmo. Un evento inclusivo con importanti messaggi rivolti alle istituzioni: «Date il giusto valore alla danza» ha detto dal centro della piazza Roberto Bolle, dove era assistito nel corso della lezione dalla prima ballerina della Scala, Nicoletta Manni. «La danza migliora la vita, cura il corpo e lo spirito» ha sottolineato l’étoile. «Siamo uniti da una passione che è quella della danza», ha aggiunto «ogni giorno ci mettiamo alla sbarra e vogliamo che questo messaggio arrivi a chiunque. Anche alle istituzioni. Questa immagine è qualcosa di incredibile».

I NUMERI

Il Ballo in bianco ha richiamato 1607 ballerini arrivati a Milano con pullman e treni da 17 regioni d’Italia e da più di 100 scuole, per partecipare alla simbolica lezione alla sbarra. Uno spettacolo straordinario, una candida occupazione di piazza Duomo che ha svelato il suo amore per un’arte che è nata in Italia e che qui ha milioni di appassionati. Secondo gli ultimi dati sono oltre 2 milioni e 500 mila le famiglie interessate. Lo stesso Roberto Bolle, da sempre impegnato nella diffusione e valorizzazione della danza, ha nell’ultimo anno alzato il livello della protesta per un maggiore impegno del governo a favore di questa arte e ha portato la lotta per la sua difesa all’attenzione delle istituzioni.

L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con AssoDanza Italia, l’associazione di tutela e rappresentanza del mondo della Danza che conta in Italia ad oggi oltre 10.000 associazioni tutelate, rappresentando il 75% dell’intero comparto che conta circa 15.000 Scuole Private di danza. In esse operano 30.000 tra insegnanti, coreografi, educatori, in ambito culturale, sportivo, sociale e raggiungono con la propria attività circa 2 milioni e 500.000 famiglie italiane (Osservatorio ADI al 31/10/2021).

LA DICHIARAZIONE

Miriam Baldassarre, presidente di AssoDanza Italia, ha commentato: «Siamo stati onorati per l’invito ricevuto direttamente da Roberto Bolle al Tavolo permanente per la danza istituito presso il Ministero della Cultura. Non è stato semplice, a ridosso dell’estate, portare in piazza Duomo 100 scuole di danza con oltre 1600 ballerini. Una maratona ben riuscita, un evento che ha sortito l’effetto auspicato: alzare la voce in modo silenzioso attraverso il linguaggio del corpo e la gestualità della danza, amplificata dalla numerosità degli allievi coinvolti. Pensiamo di aver raggiunto l’obiettivo prefissato. Far capire che nelle scuole di danza si lavora con rigore, rispetto, disciplina, puntualità, educazione. Tutti valori universali per la crescita della persona umana a qualsiasi età. Proprio questo il messaggio che insieme a Roberto Bolle desideravamo amplificare. Ci sono dimensioni sociali come le arti, lo sport, gli eventi culturali, i luoghi della cultura che insegnano la vita, le regole di relazione e comportamento, che educano alla gestione della sfera affettiva. Oggi subissati da messaggi destabilizzanti e contrastanti, ritrovarsi in luoghi protetti dove poter esternalizzare le proprie emozioni e farle diventare un messaggio positivo da portare all’esterno, è fondamentale. Luoghi, spazi e arti che non meritano di essere messi in secondo piano, come accaduto a seguito della pandemia. Il nostro obiettivo è spronare la grande popolazione del paese a tornare nei luoghi d’elezione della danza, ossia nei teatri. Le scuole di danza devono alimentare il motore che porta alla ripartenza vera di tutto il comparto culturale e in particolare delle arti coreutiche»

di Luisa D’Elia

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