Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

22 Febbraio 2026 | Economia, Innovazione

Corre l’agrifoodtech italiano: investiti 121 milioni nel 2025 (+18%)

Il livello di formazione nel settore risulta tra i più elevati in Europa: oltre il 90% è laureato e più di un terzo possiede un dottorato di ricerca

cm29breizh-high-tech

Nel 2025 l’agrifoodtech italiano accelera, in controtendenza rispetto al resto d’Europa e al quadro globale. Mentre nel Vecchio Continente gli investimenti nel settore sono arretrati del 3,7% e a livello mondiale il calo è arrivato al 12, l’Italia ha chiuso l’anno con 121,6 milioni di euro raccolti, in crescita del 18% rispetto all’anno precedente. Il dato emerge dal nuovo report sullo stato dell’innovazione digitale e tecnologica nella filiera agroalimentare, realizzato da Eatable Adventures per il Verona Agrifood Innovation Hub, polo di sviluppo dell’ecosistema agrifoodtech nazionale.

A sostenere la crescita è soprattutto la capacità di attrarre capitali più strutturati. Diminuiscono infatti i micro-investimenti inferiori ai 350 mila euro, scesi dal 60% al 42%, mentre aumentano in modo significativo le operazioni sopra il milione di euro, passate dal 12,4% del 2024 al 39,4%. Un segnale che parla di un mercato più maturo, con round di finanziamento mediamente più consistenti e investitori sempre più specializzati, anche internazionali.

Il comparto conta oggi 501 startup attive, con un incremento del 23% su base annua. Il report mette in evidenza anche il profilo dei fondatori, con un’età media è di 39 anni e un livello di formazione tra i più elevati in Europa: oltre il 90% è laureato e più di un terzo possiede un dottorato di ricerca. Si tratta inoltre di un settore che valorizza l’esperienza imprenditoriale: il 53,1% dei founder ha già avviato altre startup, mentre il 73% proviene direttamente dal mondo agroalimentare, elemento che contribuisce a una conoscenza approfondita delle dinamiche di mercato.

L’impatto si riflette anche sull’occupazione: le imprese del settore hanno generato 4.410 posti di lavoro, con una crescita del 47%. Sul fronte tecnologico, il 43,8% delle startup utilizza soluzioni basate sull’intelligenza artificiale e aumenta il trasferimento di competenze tra università e imprese, che raggiunge il 22,4%, indicando un ecosistema in progressivo consolidamento, pur con ulteriori margini di sviluppo.

La distribuzione geografica vede una forte concentrazione nel Nord Italia: la Lombardia guida con il 28,1%, seguita da Piemonte (11,7%) ed Emilia-Romagna (10,9%), mentre Veneto e Trentino-Alto Adige si attestano entrambe al 7,8%.

.

Di <a href="https://www.telepress.news/author/daniela-faggion/" target="_self">Daniela Faggion</a>

Di Daniela Faggion

Emiliana di nascita, non ho ancora deciso dove mi piacerebbe mettere radici: nel frattempo sto in prestito a Milano dal 2000. Giornalista pubblicista dal 2003 e professionista dal 2006, ho lavorato per diversi media e pubblicato due libri. Scrivo per Telepress dal 2022 e mi occupo di attualità, scienze, ambiente, ed enogastronomia, sempre per raccontare l'Italia vista dal mondo e l'Italia in giro per il mondo.