Nel 2025 l’Italia ha consolidato il suo ruolo di grande destinazione europea, con numeri crescenti di presenze internazionali e una domanda turistica dinamica e diversificata. In questo quadro, il flusso di visitatori provenienti dalla Spagna si è distinto per consistenza e qualità della spesa, trasformandosi in un elemento trainante del turismo italiano. Secondo i dati diffusi da Enit a Madrid durante la fiera Fitur, nel 2025 sono stati registrati circa 1,4 milioni di arrivi aeroportuali dalla Spagna, con un incremento del 5,2 per cento rispetto al 2024 e prenotazioni già significative per il primo trimestre del 2026.
Il profilo del turista spagnolo che sceglie l’Italia non è univoco: quasi un turista su tre viaggia in coppia, uno su quattro è singolo, e oltre un quarto viaggia in gruppo. La permanenza media è piuttosto lunga, con la metà dei visitatori che rimane tra 4 e 7 notti, mentre un altro 40 per cento sfrutta l’Italia per weekend brevi o soggiorni fino a tre notti.
Questo mix di comportamenti è indicativo di un turismo non esclusivamente mordi e fuggi, ma di una scelta consapevole di esperienze multiple: città d’arte, borghi storici, enogastronomia e spazi naturali. Roma, Milano e Firenze dominano naturalmente le classifiche delle città più visitate in Italia nel 2025, con Napoli in forte ascesa grazie anche alla crescente attrattività culturale e agli eventi diffusi lungo tutto l’anno.
Le destinazioni preferite dai turisti spagnoli riflettono questa varietà di motivazioni. Nella graduatoria delle regioni con il maggiore impatto economico dal turismo iberico il Lazio guida con 5,2 milioni di pernottamenti e quasi 700 milioni di euro spesi, seguito dalla Lombardia con oltre 5,1 milioni di notti e circa 576 milioni di spesa e dalla Toscana con 3,7 milioni di pernottamenti per 324 milioni di consumi turistici.
Questi dati si inseriscono in un 2025 da record per il turismo italiano nel suo complesso: le presenze straniere in Italia sono cresciute in maniera significativa, trainando pernottamenti complessivi e spesa turistica. Le rilevazioni di settore mostrano un aumento delle notti trascorse da visitatori internazionali e previsioni di spesa che potrebbero sfiorare i 185 miliardi di euro entro fine anno, con un contributo sempre più significativo al PIL nazionale.
Ma perché gli spagnoli scelgono così spesso l’Italia? Parte della spiegazione sta nella prossimità geografica, che favorisce viaggi brevi e frequenti. A questa si aggiunge un’offerta culturale e paesaggistica estremamente variegata: dalle metropoli d’arte alla costa mediterranea, passando per l’entroterra collinare e i percorsi enogastronomici, l’Italia offre un ventaglio di esperienze che risponde ai desideri di soggiorni “su misura”. Le ricerche digitali sui trend turistici mostrano come l’Italia stia rafforzando la sua attrattiva nei confronti dei turisti europei, rappresentando oltre un terzo delle ricerche di viaggio per il Sud Europa.
Il fenomeno non è privo di contraddizioni. In tutto il Sud Europa, grandi flussi turistici stanno mettendo sotto pressione alcune città e comunità locali, generando discussioni sul rapporto tra economia turistica, qualità della vita e sostenibilità. In Spagna, per esempio, movimenti di protesta contro il sovraffollamento e gli impatti sociali del turismo si sono estesi in varie città nel 2025, evidenziando come la gestione dei flussi sia ormai un tema centrale nel dibattito pubblico.
In Italia, la conquista dei visitatori spagnoli si intreccia con un progetto più ampio di crescita del comparto: promozione internazionale, destagionalizzazione, infrastrutture e valorizzazione dei territori minori. Che si tratti di una fuga culturale, di una fuga verso il buon cibo e il clima mite, o di un desiderio di vivere città e paesaggi con più calma, il turismo spagnolo continua a imprimere energia a un settore chiave per l’economia italiana, offrendo segnali positivi per il 2026 ma ricordando al contempo la necessità di politiche che bilancino sviluppo e sostenibilità.

