Nel contesto attuale, le ricerche online per la cucina italiana stanno vivendo un vero e proprio boom, con oltre 4 milioni di ricerche mensili dedicate soltanto al termine “pizzeria”. Questo dato, analizzato dalla piattaforma Real Italian Restaurants, mette in evidenza una crescente domanda globale per la gastronomia italiana, ma allo stesso tempo sottolinea una preoccupante mancanza di criteri chiari per riconoscere l’autenticità dei ristoranti.
L’analisi si concentra su cinque mercati chiave, Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Francia e Spagna, e rivela come il panorama digitale della cucina italiana sia frammentato. Ben 600.000 locali si definiscono italiani, ma l’assenza di strumenti efficaci per distinguere tra ristoranti autentici e imitatori rende complicato per i consumatori effettuare scelte informate.
Le ricerche più frequenti includono “italian restaurants” e “italian restaurants near me”, entrambe con oltre 2,7 milioni di ricerche mensili, evidenziando l’importanza della geolocalizzazione nelle decisioni alimentari quotidiane. Gli utenti stanno sempre più orientando le loro ricerche verso specifici piatti, come “pasta near me” o “italian food near me”, piuttosto che al nome del ristorante.
Lo scenario si complica con la forte discrepanza tra termini tradizionali, come “trattoria”, e quelli più standardizzati, e questo amplifica il rischio di appiattimento dell’offerta. Orazio Salvini, fondatore di Real Italian Restaurants, afferma che è fondamentale sviluppare criteri chiari per garantire l’autenticità. Tali criteri non devono limitarsi a opinioni personali ma devono basarsi su requisiti chiari e dimostrabili.
Real Italian Restaurants punta a stabilire un processo strutturato che includa requisiti come gestione italiana, chef formati in Italia e utilizzo di prodotti italiani documentabili. L’obiettivo è fornire un punto di riferimento chiaro ai ristoratori che investono nel mantenimento dell’autenticità, proteggendo al contempo il valore culturale ed economico del Made in Italy.

