Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

21 Maggio 2007 | Economia

Dal Giappone l’idea di salvare i dati come batteri

Oggi i dati si memorizzano sui cd, sui chip, sugli hard disk o su un semplice foglio di carta. Gli scienziati giapponesi, non convinti della completa affidabilità di questi metodi, hanno deciso di orientarsi verso un’altra soluzione: i batteri. I caratteri del Dna lavorano infatti come dati digitali e, secondo Masaru Tomita, possono essere traslati o letti per produrre musica, testo, video e altri contenuti.  Le mutazioni di questi caratteri potrebbero però nel tempo portare alla modifica dei dati, fatto che ha suscitato scetticismo in Katsumi Doi, esperto di batteri della Kyushu University. “Abbiamo bisogno di molto tempo per studiare le applicazioni pratiche del progetto”, ha affermato Doi, “però è una buona idea. 

Guarda anche:

Se è solo questione di etichetta

La Commissione Europea cerca di adottare una classificazione unica per tutti i prodotti alimentari dell’Unione. La guerra all’etichetta è scoppiata a maggiori 2020, quando la Commissione Europea ha...

Agricoltura 4.0, nel 2023 arriva la svolta

Più energia e meno impatto ambientale, grazie all’intelligenza artificiale in campo agricolo che il progetto europeo Symbiosyst – in cui sono coinvolti 18 partner tra cui per l’Italia l’Enea –...
Agrifood-tech

Agrifood-tech 2022, investiti in Italia 156 milioni

Dalle start up che si occupano di menù digitali a quelle che curano l’approvvigionamento, secondo TheFoodCons nel 2022 almeno 54 operazioni hanno voluto mantenere il Paese al passo con il panorama...