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26 Marzo 2024 | Attualità, Innovazione

Dalla Sardegna alla Chioma, osservazioni record con il Radio Telescopio di Cagliari

L’impianto ha compiuto le sue rilevazioni alle più alte frequenze possibili nell’ammasso di galassie, come spiega a Telepress lo scienziato che ha firmato lo studio

Il radiotelescopio Sardinia Radio Telescope è riuscito a catturare immagini di emissioni radio su larga scala provenienti dall’ammasso della Chioma, sia nella sua zona centrale che in quella periferica, alle più alte frequenze possibili. Si tratta di un altro risultato eccezionale per l’impianto astronomico di Pranu ‘e sànguni, nel comune di San Basilio, in provincia di Cagliari. Il radiotelescopio ha infatti già contribuito alla ricerca sulle onde gravitazionali e ha rilevato i segnali emessi da Marte dalla missione Perseverance della Nasa.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, dell’Università di Oxford. A coordinarlo Matteo Murgia, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica a Cagliari, che nel 2016 aveva già firmato lo studio con cui si dimostrava che il radio telescopio sardo aveva immortalato un buco nero in rotta di collisione con alcune galassie. “Si tratta di due cose diverse“, precisa a Telepress lo studioso: “La scoperta del 2016 riguardava l’emissione radio prodotta da un singolo buco nero al centro di una galassia che si muove a velocità supersonica. La nuova pubblicazione del 2024, sempre sul Monthly Notices, riguarda un fenomeno diverso e su una scala molto più grande“.

Dunque, sempre Sardinia Radio Telescope, sempre onde radio, ma le somiglianze finiscono qui. “In questo caso infatti”, continua Murgia, “l ‘emissione radio non è riconducibile a nessuna galassia nello specifico, bensì pervade un volume molto più grande, inglobando al suo interno un intero ammasso di centinaia di galassie. In gergo questa emissione viene chiamata “alone radio” proprio perché diffusa e molto debole. Per la prima volta siamo riusciti ad osservare questa emissione alla frequenza radio di 6.6 GHz nell’ammasso di galassie di Coma, stabilendo così un record perché è la frequenza più alta finora disponibile per queste sorgenti radio diffuse nell’ammasso“.

Il record va ad aggiungersi a quelli finora ottenuti dai più grandi radiotelescopi del mondo a parabola unica: l’americano Green Bank e quello tedesco di Effelsberg. “Abbiamo anche rivelato“, conclude lo scienziato sardo, “che questa emissione è polarizzata in alcuni punti. Questo aiuterà a capire in futuro il grado di ordine del campo magnetico nello spazio intergalattico. L’emissione radio si pensa infatti sia originata da elettroni super energetici che spiraleggiano in questo campo magnetico“. Per tornare sulla Terra: i dati sono utili anche a ricostruire i meccanismi responsabili della formazione e dell’evoluzione delle sorgenti radio negli ammassi di galassie.

di Daniela Faggion

galaxy - ph. WikiImages

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