Sostituire parte degli antibiotici usati negli allevamenti ittici con oli essenziali di limone, timo e rosmarino: non è un esperimento estemporaneo, ma l’obiettivo scientifico del progetto SOURCE coordinato dall’Università di Pisa, che punta a rendere l’acquacoltura più sostenibile attraverso l’impiego di fitobiotici di origine naturale.
SOURCE – acronimo di Sustainable and innOvative blUe food pRoduCtion under one hEalth approach – è finanziato dal Fondo Italiano per la Scienza con oltre 1,3 milioni di euro e si svilupperà da qui al 2029, con UniPi come capofila. Il progetto si inserisce nel quadro dell’approccio “One Health”, che integra salute animale, tutela ambientale e sicurezza alimentare, con l’obiettivo di ridurre l’impatto dei sistemi produttivi intensivi.
Il nodo da cui parte la ricerca è concreto: l’aumento della domanda di prodotti ittici ha portato, negli ultimi anni, a un uso crescente di antibiotici negli allevamenti. L’Italia – insieme a Spagna, Francia e Grecia – è tra i Paesi europei con il maggior numero di impianti di acquacoltura. Un trend che, come spiega la professoressa Valentina Meucci del Dipartimento di Scienze veterinarie, rischia di amplificare il problema dell’antimicrobico-resistenza, oltre alla dispersione di residui farmacologici negli ecosistemi marini.
Da qui l’idea di testare composti naturali già noti per le loro proprietà antibatteriche e antiossidanti. Gli oli essenziali selezionati verranno valutati come additivi funzionali nei mangimi o come supporto alla prevenzione delle infezioni, per capire se possano contribuire a mantenere in salute gli animali riducendo il ricorso ai farmaci tradizionali.
La sperimentazione riguarderà alcune specie chiave dell’acquacoltura mediterranea – orata, mitilo e vongola – e analizzerà diversi parametri: risposta immunitaria, crescita, qualità nutrizionale dei prodotti e possibili effetti sull’ambiente. L’obiettivo non è solo dimostrare l’efficacia dei fitobiotici, ma costruire modelli produttivi replicabili su scala industriale.
Il progetto è guidato dalla professoressa Lucia De Marchi, che sottolinea come SOURCE non sia pensato esclusivamente come ricerca di laboratorio. Accanto agli studi scientifici, sono previste attività di divulgazione e confronto con operatori del settore e comunità costiere, per favorire l’adozione di pratiche più sostenibili lungo tutta la filiera. Se i risultati saranno confermati, l’impiego di fitobiotici potrebbe diventare uno strumento concreto per limitare l’uso di antibiotici negli allevamenti ittici, con benefici potenziali su più livelli: contrasto alla resistenza antimicrobica, minore impatto sugli ecosistemi marini e prodotti più sicuri per i consumatori.

