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10 Aprile 2007 | Attualità

Due giorni di lavoro al mese perduti nella rete

Due internauti su tre in Gran Bretagna spesso vanno in giro per il web a caso, senza una meta e senza scopo, saltando da un sito all'altro e sprecando così molto tempo. E' il "wilfing"

Una ricerca svolta tra i navigatori in rete della Gran Bretagna rivela abitudini sconosciute. Due internauti su tre spesso vanno in giro per il web a caso, senza una meta e senza scopo, saltando da un sito all’altro e sprecando così molto tempo. Il sondaggio rivela l’enorme portata di quella che si sta delineando come una vera e propria sindrome, che ha anche un nome: ”wilfing”. Un danno spaventoso per le imprese, perché ogni mese nel wilfing andrebbero persi due interi giorni di lavoro. I siti dove la gente si perde di più inutilmente sono quelli dello shopping, sottolinea l’istituto demoscofico YouGov che ha realizzato il sondaggio sulla base di un campione di 2.412 adulti. “Il nostro studio – spiegano a YouGov – dimostra come molta gente che si collega a Internet in cerca di informazioni e servizi di cui ha bisogno si perde poi per strada. Ci sono così tante scelte e distrazioni sulla Rete che parecchi finiscono per dimenticare perché si sono connessi e passano ore e ore a fare dello wilfing” Stando al sondaggio un internauta britannico su quattro spreca un terzo del suo tempo online a vagabondare senza alcun fine. ‘Wilfing’ è una parola nuova creata a partire dalla frase ”What was I looking for?” (che cosa stavo cercando?). La sindrome colpisce soprattutto gli uomini mentre le donne vanno molto meno alla deriva quando stanno online. Tra i maschi si ”perdono” su Internet soprattutto i giovani sotto i 25 anni. Oltre che influenzare negativamente la produttività in ufficio il ”wilfing” – avverte YouGov – può far male anche alla vita di coppia: un terzo degli uomini intervistati per il sondaggio ha indicato che i rapporti con mogli, fidanzate e amanti sono stati danneggiati dalla loro incontenibile tendenza a ”wilfare” tra i siti a luci rosse usando il computer di casa. Per i datori di lavoro è difficile correre ai ripari: è impossibile infatti individuare ad occhio nudo un ”wilfer”, che per lo piu’ se ne sta tutto assorbito davanti al monitor e si comporta come se fosse il migliore impiegato del mondo.

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