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24 Maggio 2026 | Economia

Export italiano in crescita nei primi mesi del 2026

In un anno +7,4% in valore e del 4,2% in volume. Europa ancora centrale nella destinazione dei prodotti, con un vero exploit verso la Svizzera

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Buon momento per le esportazioni italiane, secondo i dati diffusi da Istat relativi a marzo 2026: la fotografia mostra un’accelerazione delle vendite all’estero, sostenuta sia dalla domanda europea, sia da alcuni mercati extra Ue che stanno assumendo un peso sempre più rilevante per il Made in Italy. A crescere non sono soltanto i valori monetari, influenzati dall’andamento dei prezzi, ma anche i volumi effettivamente esportati, elemento che segnala un rafforzamento reale della domanda internazionale di prodotti italiani.

A marzo 2026 l’export nazionale è aumentato del 4,1% rispetto a febbraio, mentre il confronto sull’anno evidenzia un incremento del 7,4% in valore e del 4,2% in volume. Nel primo trimestre dell’anno la crescita complessiva delle esportazioni si attesta al +4% rispetto ai tre mesi precedenti, un dato che conferma una fase di recupero dopo le difficoltà registrate in diversi comparti industriali nel corso del 2025.

La spinta principale continua ad arrivare dall’Europa. I mercati dell’Unione europea hanno registrato un aumento mensile delle importazioni dall’Italia pari al 4,7%, superiore al +3,6% rilevato nei Paesi extra comunitari. Anche il confronto annuale mostra un divario netto: le esportazioni verso i partner Ue crescono infatti del 9,6%, contro il +5,1% dei mercati extra europei.

Francia, Germania e Spagna restano i principali pilastri commerciali per le imprese italiane. La Francia registra un aumento delle importazioni dall’Italia del 9,2%, la Germania dell’8% e la Spagna addirittura del 12,6%. Si tratta di economie mature ma ancora decisive per la manifattura italiana, soprattutto nei comparti della meccanica, della componentistica industriale, dell’automotive e della farmaceutica.

Il dato che colpisce maggiormente riguarda la Svizzera. A marzo 2026 le esportazioni italiane verso il mercato elvetico sono aumentate dell’84,6% su base annua, una crescita eccezionalmente elevata che da sola contribuisce in modo significativo all’espansione complessiva dell’export nazionale. Dietro questo risultato non c’è soltanto un aumento della domanda interna svizzera, ma soprattutto il ruolo della Confederazione come piattaforma commerciale e finanziaria strategica per prodotti ad alto valore aggiunto, metalli preziosi e semilavorati industriali. Oltre metà della crescita tendenziale dell’export italiano nel mese di marzo è spiegata proprio dall’incremento delle vendite di metalli verso Svizzera e Francia, segnale di un’intensa attività di filiera e trasformazione industriale.

Fuori dall’Europa emerge anche il rafforzamento della presenza italiana in Asia. La Cina registra infatti un incremento delle importazioni dall’Italia del 23,9%, uno dei risultati più rilevanti tra le economie extra Ue. Il mercato asiatico continua a offrire opportunità importanti alle imprese italiane, soprattutto nei segmenti della tecnologia industriale, della farmaceutica, dei beni di lusso e dell’agroalimentare di fascia alta. La domanda cinese, in particolare, resta forte per i macchinari specializzati e per i prodotti a elevata qualità manifatturiera, settori nei quali il Made in Italy mantiene un posizionamento competitivo consolidato.

Non tutti i mercati, tuttavia, mostrano lo stesso andamento positivo. Le esportazioni italiane verso i Paesi produttori di petrolio (OPEC) registrano una flessione del 42,9%, mentre quelle dirette in Turchia calano del 18,2% e verso l’area Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) del 12,4%. Nel caso dei Paesi produttori di petrolio pesa soprattutto la volatilità energetica e la riduzione degli scambi di beni intermedi e componenti industriali. In Sud America incidono invece la debolezza economica di alcune economie dell’area e una concorrenza internazionale sempre più intensa, soprattutto da parte dei grandi esportatori asiatici.

In generale, il motore dell’export italiano è sempre più legato all’industria avanzata. A trainare la crescita sono soprattutto i metalli di base e i prodotti in metallo, che segnano un aumento del 38,6%, seguiti dai prodotti petroliferi raffinati con un balzo del 55%. Crescono anche gli autoveicoli (+15,8%), il comparto computer ed elettronica (+17,5%), la farmaceutica (+4,6%) e i macchinari industriali (+3,3%). Dunque, accanto ai settori tradizionali del Made in Italy da esportazione – moda, cibo e design – oggi sono molto rilevanti la manifattura tecnologica, la meccanica specializzata e la produzione industriale ad alto valore aggiunto a sostenere la competitività del Paese sui mercati internazionali.

Di <a href="https://www.telepress.news/author/daniela-faggion/" target="_self">Daniela Faggion</a>

Di Daniela Faggion

Emiliana di nascita, non ho ancora deciso dove mi piacerebbe mettere radici: nel frattempo sto in prestito a Milano dal 2000. Giornalista pubblicista dal 2003 e professionista dal 2006, ho lavorato per diversi media e pubblicato due libri. Scrivo per Telepress dal 2022 e mi occupo di attualità, scienze, ambiente, ed enogastronomia, sempre per raccontare l'Italia vista dal mondo e l'Italia in giro per il mondo.