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6 Settembre 2010 | Attualità

Fini parla, Rai e Mediaset in silenzio

Il Popolo delle Libertà non esiste più. In questi termini si è espresso ieri Gianfranco Fini, in occasione della festa di Futuro e Libertà. Le uniche due reti televisive ad aver dato spazio alle parole di Fini sono state Sky e La 7.

Il Popolo delle Libertà non esiste più In questi termini si è espresso ieri Gianfranco Fini, in occasione della festa di Futuro e Libertà. Il presidente della Camera ha assicurato appoggio al Governo in carica ma ha di fatto dato un nome e un cognome all’insanabile frattura venutasi a creare all’interno della maggioranza.   Le uniche due reti televisive ad aver dato spazio alle parole di Fini e alle inevitabili ripercussioni che avranno nelle prossime settimane sono state Sky e La 7. Silenzio da parte di Mediaset e del servizio pubblico. La Rai, in particolare, ha pagato la decisione di Mauro Masi di non dare l’ok all’inizio della stagione dei talk show per, secondo quanto dichiarato dal direttore generale, rispettare gli impegni con gli inserzionisti e le griglie di programmazione già stabilite. Giovanni Floris, che si era formalmente detto pronto a iniziare Ballarò , non è stato dunque messo in condizione di seguire quanto accaduto. Stesso discorso per Bruno Vespa e il suo Porta a Porta e Michele Santoro e Annozero . Molto più flessibile l’atteggiamento nei confronti dei prodotti di intrattenimen to, come Ti lascio una canzone di Antonella Clerici, utilizzati come pedine mobili per contrastare la concorrenza del Biscione.

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La notizia di maggiore risonanza è stata la liberazione di due cittadini italiani detenuti in Venezuela. C’è anche lo strano caso dell’anmalia di decessi a Castiglion Fiorentino riportato da Eurasia Daily.  Buona copertura del vertice tra Giorgia Meloni e Sanae Takaichi a Tokyo, con l’elevazione delle relazioni bilaterali a “partnership strategica speciale”. Del referendum sulla riforma della giustizia c’è stata copertura in Europa e America Latina. In ambito giudiziario, il non luogo a procedere per Chiara Ferragni ha dominato i media germanofoni.