La recente tornata dei Consolidator Grants ha visto l’assegnazione complessiva di 728 milioni di euro a 349 ricercatori
L’Unione europea rafforza il proprio impegno nel sostegno alla ricerca di frontiera con uno stanziamento senza precedenti destinato al Consiglio Europeo della Ricerca. Con l’ultima tornata dei Consolidator Grants, l’ERC ha assegnato complessivamente 728 milioni di euro a 349 ricercatori attivi in università e centri di ricerca di 25 Paesi europei e associati. Si tratta del budget più elevato mai messo a disposizione per questo tipo di bando, pensato per consolidare le carriere di scienziati e studiosi già affermati e consentire loro di sviluppare progetti ad alto contenuto innovativo.
La distribuzione geografica dei finanziamenti conferma la forte concentrazione dei progetti in alcuni sistemi nazionali della ricerca. Il Regno Unito guida la graduatoria con 66 progetti ospitati, seguito dalla Germania con 58 e dai Paesi Bassi con 40. L’Italia si colloca al settimo posto per numero di progetti finanziati sul proprio territorio, con 17 grant assegnati a istituzioni nazionali. Il dato cambia però se si guarda alla nazionalità dei ricercatori vincitori: con 37 beneficiari, gli italiani risultano secondi in Europa, preceduti dai tedeschi che ne contano 48 e davanti ai britannici con 33.
Nel complesso, i ricercatori selezionati provengono da 44 Paesi diversi, a conferma del carattere fortemente internazionale del programma. La presenza femminile rimane stabile intorno al 38%, un valore che segnala una partecipazione significativa ma ancora lontana dalla parità. Dal punto di vista disciplinare, la quota maggiore di finanziamenti è andata alle scienze fisiche e all’ingegneria, che hanno ottenuto 141 progetti, seguite dalle scienze sociali e umanistiche con 115 e dalle scienze della vita con 93.
I temi di ricerca coprono un arco molto ampio, che va dallo sviluppo di nanoparticelle per il trattamento dei tumori allo studio di sensori basati sulla meccanica quantistica per la diagnosi precoce della sepsi, fino all’analisi dei motori proteici e delle dinamiche biologiche fondamentali. In Italia, tra i progetti finanziati figurano ricerche su algoritmi predittivi applicati alla salute mentale in età pediatrica, studi sulle connessioni cerebrali, sulla sismologia, sull’immunologia e sull’oncologia.
I 17 progetti ospitati da istituzioni italiane sono distribuiti in nove regioni. Tre hanno sede in Campania, tutti a Napoli, con due all’Università Federico II e uno all’Orientale, e tre in Veneto, tra le Università di Padova e Verona. Due progetti ciascuna sono stati assegnati a Emilia-Romagna, Lombardia, Trentino-Alto Adige e Lazio, mentre Piemonte, Liguria e Toscana ospitano un progetto ciascuna. Nel complesso, i dati delineano un sistema europeo della ricerca che continua a investire su eccellenza e competitività, puntando su risorse consistenti per rafforzare il ruolo dell’Europa nello scenario scientifico globale

