Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

2 Ottobre 2023 | Attualità, Innovazione

Giovani ricercatori italiani sempre più in fuga verso l’estero

Dal nuovo Libro Bianco sulle scienze della vita di The European House – Ambrosetti crescono del 42% in otto anni i giovani talenti della ricerca che si trasferiscono all’estero. Tra i più premiati in Europa, i nostri ricercatori fuggono per salari e carriera. Una notizia buona e una meno emergono dal nuovo Libro Bianco sulle […]

Dal nuovo Libro Bianco sulle scienze della vita di The European House – Ambrosetti crescono del 42% in otto anni i giovani talenti della ricerca che si trasferiscono all’estero. Tra i più premiati in Europa, i nostri ricercatori fuggono per salari e carriera.

Una notizia buona e una meno emergono dal nuovo Libro Bianco sulle Scienze della vita in Italia, presentato da The European House – Ambrosetti nel corso della nona edizione di Technology Life Sciences Forum 2023. Quella positiva è che i giovani ricercatori si piazzano al secondo posto tra i più premiati dal Consiglio europeo della ricerca (Erc), ma purtroppo lasciano l’Italia, questa la notizia negativa, e realizzano i loro progetti soprattutto all’estero. Dal 2013 al 2021 i laureati in uscita dal nostro Paese sono aumentati del 42%. Le cause principali? Salari e meritocrazia.

L’Italia nelle classifiche europee del settore Life Sciences

La fuga dei ricercatori all’estero penalizza l’ecosistema dell’innovazione, come nel caso del settore delle Scienze della vita: sebbene l’Italia sia ottava per competitività in Europa (dietro a Danimarca, Germania, Belgio, Svezia, Francia, Paesi Bassi e Spagna), prima per citazioni di pubblicazioni scientifiche, quarta per numero di brevetti e terza per export, è solo dodicesima per capitale umano qualificato e quindicesima per vitalità delle imprese. 

L’indagine sui motivi della fuga di talenti

Per approfondire le motivazioni della fuga dei talenti, la community Life Sciences di The European House – Ambrosetti ha realizzato un’indagine su un gruppo di ricercatori italiani vincitori degli Erc Starting grant (finanziamenti assegnati ai giovani ricercatori dal Consiglio europeo della ricerca) nell’area delle Scienze della vita. La ricerca vede protagonisti sia quelli rimasti in Italia sia quelli trasferiti.

I risultati

Dai risultati emerge che l’86% di quelli rimasti in Italia lamenta salari bassi e poco competitivi con l’estero, l’80% mancanza di meritocrazia. All’estero invece, gli ecosistemi internazionali risultano attrattivi soprattutto per la presenza di finanziamenti (84%) e per l’alta qualità della ricerca scientifica (72%), affiancata dalla facilità di accesso e progressione nella carriera accademica (56%). Tutti i ricercatori italiani all’estero si dicono soddisfatti della propria scelta e 8 su 10 ritengono improbabile un loro rientro in Italia. Per chi rimane, invece, la scelta è legata principalmente a motivi personali o familiari (86%). Emblematico il fatto che il 43% dei ricercatori rimasti in Italia, potendo tornare indietro, proverebbe una carriera all’estero. I risultati mostrano infine una sostanziale sfiducia dei ricercatori rimasti in Italia nei confronti del Pnrr: il 76% non reputa le riforme sufficienti per rilanciare l’ecosistema.

Di Valentina Colombo

Leggi anche:

Niscemi

L’Italia sui giornali del mondo: 26 -30 gennaio 2026

Nella settimana osservata, la copertura estera sull’Italia si è concentrata su tre blocchi: sicurezza e grandi eventi (polemica sulla presenza di agenti ICE USA alle Olimpiadi Milano-Cortina e definizione dei limiti operativi), emergenze e protezione civile (tempesta/ciclone Harry con frana a Niscemi, evacuazioni, stato di emergenza e stime dei danni), e migrazioni nel Mediterraneo (naufragi durante il maltempo, dispersi e dibattito su ricerca-soccorso e gestione UE).

La pittura al grafene trasforma le pareti in termosifoni invisibili e riduce i consumi

Una startup italiana, BeDimensional, ha sviluppato una vernice al grafene che, alimentata elettricamente, trasforma pareti e pannelli in superfici radianti capaci di riscaldare gli ambienti con consumi fino al 40% inferiori rispetto ai termosifoni elettrici tradizionali. La tecnologia, validata dall’Università di Genova e arrivata alla prima applicazione industriale, promette di cambiare il modo in cui si progettano e si riqualificano gli edifici, eliminando corpi scaldanti ingombranti e integrando il calore direttamente nei materiali da costruzione.

luggage-tookapic

Cresce il turismo spagnolo in Italia

Aumenta il flusso di persone che dalla penisola iberica parte per visitare quella italiana

Di <a href="https://www.telepress.news/author/valentina-colombo/" target="_self">Valentina Colombo</a>

Di Valentina Colombo

Sono una giornalista e scrivo per Telepress principalmente su temi legati all’attualità, all’ambiente, al food e alla disinformazione. Come è facilmente intuibile dal mio cognome, sono nata e cresciuta a Milano dove tuttora risiedo. Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione all’Università Iulm è cominciato un po’ di anni fa il mio percorso nel mondo dei media, del giornalismo e dell’ufficio stampa. E la mia storia d’amore con la scrittura e la comunicazione continua e resiste al tempo.