Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

21 Luglio 2026 | Attualità

Gli aiuti italiani al Venezuela

Dopo il tragico terremoto, oltre 25 Paesi hanno mobilitato uomini e mezzi per i soccorsi. Anche l’Italia ha contribuito con personale medico e sanitario, squadre di emergenza e presidi di assistenza a sostegno della popolazione colpita.

Venezuela

Il 24 giugno due violente scosse di terremoto hanno colpito il Nord del Venezuela. L’epicentro è nello stato di Yaracuy, ma l’onda sismica ha investito tutta la fascia costiera. La Guaira è l’area che ha pagato il prezzo più alto della tragedia.

A più di tre settimane dal sisma, il bilancio continua ad aggravarsi: le autorità venezuelane parlano di 4.829 vittime, 16.740 feriti e 17.907 persone rimaste senza abitazione. Sul numero dei dispersi non esiste più un dato ufficiale, mentre le organizzazioni internazionali ritengono che siano ancora decine di migliaia le persone di cui non si conosce la sorte. Tra le vittime figurano anche 16 cittadini italiani.

L’aeroporto internazionale Simón Bolívar di Maiquetía, il principale scalo del Paese, subisce danni rilevanti e l’Ospedale San José viene dichiarato inagibile, aggravando ulteriormente una situazione sanitaria già critica.

Il 13 luglio, davanti all’ospedale danneggiato, l’ambasciatore d’Italia a Caracas, Giovanni Umberto De Vito, ha formalizzato la consegna alla Croce Rossa venezuelana del presidio sanitario realizzato dalla Protezione Civile italiana. La struttura, installata all’esterno del San José, ha garantito per giorni assistenza a centinaia di pazienti e passa ora sotto la gestione delle autorità locali.

La catena degli aiuti

L’ospedale da campo rappresenta il punto di arrivo di un’imponente operazione internazionale iniziata il 25 giugno, quando il governo di Caracas ha attivato il Meccanismo unionale di protezione civile dell’Unione europea. questo sistema permette all’UE di coordinare gli aiuti tra gli Stati membri e i Paesi partecipanti in caso di grandi emergenze, come terremoti, alluvioni, incendi o crisi sanitarie. Su richiesta del Paese colpito, mobilita rapidamente squadre di soccorso, personale specializzato, mezzi, attrezzature e assistenza logistica, coordinandone l’impiego attraverso il Centro di coordinamento europeo della risposta alle emergenze (ERCC).

L’Italia è coinvolta in questo meccanismo e così il primo volo dell’Aeronautica Militare italiana è decollato da Pratica di Mare il 26 giugno, appena due giorni dopo il terremoto. A bordo viaggiavano 37 operatori dei servizi sanitari regionali, 25 vigili del fuoco specializzati nella ricerca e soccorso urbano (USAR), 12 tecnici del modulo TAST per il supporto logistico e cartografico e personale dell’Unità di crisi della Farnesina, per un contingente complessivo di 97 persone.

Il giorno successivo un secondo velivolo ha trasportato le tende autoportanti destinate al presidio sanitario e undici componenti dell’European Union Civil Protection Team. Il 3 luglio un terzo volo ha consegnato nuove attrezzature, medicinali e una squadra sanitaria della Cross di Pistoia.

Nel frattempo, il 2 luglio, il Consiglio dei ministri italiano ha deliberato lo stato di emergenza per l’intervento all’estero, consentendo di rafforzare il dispositivo di assistenza.

I medici della diaspora

Accanto alla missione istituzionale ha operato anche una delegazione dell’associazione “Venezuela: La Piccola Venezia”, composta da sette medici e un infermiere italo-venezuelani, molti dei quali in servizio presso l’Azienda sanitaria regionale del Molise.

La squadra comprende tre ortopedici-traumatologi, due anestesisti, un pediatra, un chirurgo generale e un infermiere di area critica. I professionisti sono partiti a bordo di un velivolo dell’Aeronautica Militare, mettendo a disposizione le proprie ferie per una missione di circa dieci giorni.

Durante l’intervento hanno garantito l’attività di due punti di assistenza civile, uno presso il presidio sanitario del San José di Maiquetía e l’altro a Caraballeda, visitando in media tra i 190 e i 210 pazienti al giorno.

Il sostegno economico

Per sostenere l’emergenza il Governo italiano ha stanziato 8 milioni di euro: 3 milioni destinati alla prima fase dei soccorsi e 5 milioni per gli interventi umanitari successivi. Le risorse vengono gestite attraverso la Croce Rossa, il Programma Alimentare Mondiale e le altre organizzazioni umanitarie operative nel Paese.

 

Fonte foto: https://dona.cri.it/emergenza-venezuela

Di <a href="https://www.telepress.news/author/sara-giudice/" target="_self">Sara Giudice</a>

Di Sara Giudice

Nata e cresciuta a Milano, laureata in Relazioni Internazionali, dal 2021 scrivo per Telepress, dove racconto di cultura, arti in ogni loro forma, lifestyle e attualità, dedicandomi con entusiasmo alla sezione New Video. Il mio percorso di sei anni nell’editoria, subito dopo gli studi, orienta la mia attenzione verso tutto ciò che ruota attorno al mondo del libro, dell’arte e della cultura contemporanea.