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29 Novembre 2006 | Attualità

Gli effetti dei videogiochi violenti segnano il cervello

Uno studio dell’università di Indianapolis (Usa) mostra che gli adolescenti che giocano con videogiochi violenti hanno un aumento dell’attività celebrale collegata all’emotività e una diminuzione della reattività nelle regioni che governano l’autocontrollo.

Uno studio dell’università di Indianapolis (Usa) mostra che gli adolescenti che giocano con videogiochi violenti hanno un aumento dell’attività celebrale collegata all’emotività e una diminuzione della reattività nelle regioni che governano l’autocontrollo. La ricerca è stata realizzata mediante una risonanza magnetica su 44 adolescenti che hanno svolto una serie di prove dopo aver giocato 30 minuti a un gioco violento e a uno non violento. I ragazzi testati dopo un gioco violento hanno mostrato più attività nell’amigdala, la parte del cervello dove si svolgono le reazioni emotive, e un rallentamento nelle parti prefrontali del cervello associate al controllo e focalizzate sulla concentrazione, rispetto ai soggetti interrogati dopo una partita a un gioco non violento. I risultati della ricerca sono stati presentati all’incontro della società Radiologica del Nord America. L’industria dei videogame negli Usa fattura 13 miliardi di dollari all’anno.

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La notizia di maggiore risonanza è stata la liberazione di due cittadini italiani detenuti in Venezuela. C’è anche lo strano caso dell’anmalia di decessi a Castiglion Fiorentino riportato da Eurasia Daily.  Buona copertura del vertice tra Giorgia Meloni e Sanae Takaichi a Tokyo, con l’elevazione delle relazioni bilaterali a “partnership strategica speciale”. Del referendum sulla riforma della giustizia c’è stata copertura in Europa e America Latina. In ambito giudiziario, il non luogo a procedere per Chiara Ferragni ha dominato i media germanofoni.