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19 Maggio 2008 | Attualità

“Gomorra” conquista la Croisette e trionfa nelle sale

Difficilmente un best seller, nella sua trasposizione cinematografica, riesce a riscuotere lo stesso successo ottenuto nelle librerie: in questo caso però il film di Matteo Garrone, tratto dal libro del giovane scrittore napoletano Roberto Saviano, ha suscitato l’entusiasmo della platea francese.

Difficilmente un best seller, nella sua trasposizione cinematografica, riesce a riscuotere lo stesso successo ottenuto nelle librerie: in questo caso però il film di Matteo Garrone, tratto dal libro del giovane scrittore napoletano Roberto Saviano, ha suscitato l’entusiasmo della platea francese. La pellicola ha sfilato sul tappeto rosso del festival di Cannes tra gli applausi degli addetti ai lavori; nello stesso modo, il suo debutto nelle sale cinematografiche è stato accolto con estremo entusiasmo dal pubblico portando i l film in testa alla classifica Cinetel degli incassi con 1.825.643 euro. Tuttavia il trionfo della versione cinematografica del controverso romanzo che narra storie di sangue, soldi e potere in una Campania infestata dalla piaga della camorra, è stato celebrato in modo sommesso: il giovane autore non ha sfilato insieme agli attori per motivi di sicurezza e durante la conferenza stampa non erano presenti le folte schiere di fotografi davanti al banco degli intervistati. Un prezzo che lo scrittore è abituato a pagare da diversi anni, spiegando che: “Per me non apparire sulla scalinata non è stata una rinuncia, non sono un attore, faccio un altro mestiere. Vivo sotto protezione da due anni, ma non mi sento un caso raro, vengo da un territorio dove decine di persone sono costrette a stare nella mia stessa condizione, il mio pensiero oggi va a loro” In merito alla realizzazione del film interpretato da un cast ben riuscito di professionisti e giovani scugnizzi, ha dichiarato il regista Garrone: “ Non ho pensato alle belle inquadrature o al bel movimento di macchina. La materia del film suggeriva un linguaggio semplice, un po’ come quello dei reportage di guerra, volevo dare allo spettatore la sensazione di trovarsi lì, in quei posti, di sentire quegli odori. Devo molto alla gente che abita lì. Le loro azioni, i loro dibattiti, i loro commenti, sono stati parte integrante della lavorazione, come una verifica continua della sceneggiatura”. Era prevedibile che ci fossero problemi, tentativi di bloccare le riprese, minacce da chi si sentiva chiamato in causa: “All’inizio un po’ di timore c’era ma poi il cinema ha un tale fascino che la maggior parte della gente ha scelto di partecipare. Certo, ci sono state anche delle manifestazioni di ostilità, era come se girassimo al fronte, ma le preoccupazioni man mano si sono sciolte» ha aggiunto Garrone.

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