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23 Ottobre 2009 | Attualità

Google, Facebook e MySpace suonano la stessa musica

Tre dei nomi più rilevanti del world wide web recente stanno indirizzando una parte dei propri investimenti verso il medesimo mercato: quello della musica online.

Tre dei nomi più rilevanti del world wide web recente stanno indirizzando una parte dei propri investimenti verso il medesimo mercato: quello della musica online. Google prova a rimpolpare bilanci e le aspettative di guadagno delle case discografiche, con un servizio chiamato OneBox , uno spazio online in cui si possono cercare canzoni o artisti preferiti, ascoltare in anteprima il pezzo e poi acquistarlo. Secondo fonti interne alla compagnia, la ratificazione dell’accordo dovrebbe avvenire la prossima settimana. Niente di rivoluzionario, ma il coinvolgimento di Mountain View potrebbe portare il pre-ascolto in streaming a una diffusione più capillare. Emi, Warner, Sony e Universal vorrebbero dunque sfruttare l’abilità e la fama di Google per meglio promuovere i loro prodotti, agevolando la ricerca e l’acquisto da parte degli utenti-appassionati. OneBox fornirà anche informazioni varie legate all’artista ricercato (date di concerti, foto, articoli da giornali online eccetera). Il search engine americano ha inoltre incorporato LaLa , servizio musicale del social network MySpace, nonché iLike di Facebook, per permettere ai propri internauti di godere degli ascolti-anteprima. Il database che attinge a MySpace consta di 8 milioni di canzoni, mentre iLike raccoglie più che altro videoclip. La vera novità del servizio OneBox consiste però nel pulsante ‘Buy’ che reinderizzerà i navigatori direttamente sulle pagine dei negozi iTunes o Amazon, per permettere loro di acquistare le singole tracce audio. Google avrà una percentuale sulle vendite, mentre le discografiche verranno retribuite per ogni ascolto in streaming, oltre a una percentuale sulle vendite. LaLa, che ha trovato a sua volta un accordo con Facebook che permetterà agli utenti del social network più popolare l’accesso al proprio catalogo, al momento fa pagare 10 centesimi per ogni canzone ascoltabile unicamente su internet, mentre per un dollaro i brani possono essere trasferiti su file Mp3, e ascoltati su lettori come iPhone.

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