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2 Luglio 2021 | Ambiente

Grandi navi a Venezia: Unesco ora dice che la città è in pericolo

Gli organi tecnici dell’Unesco chiedono una soluzione di lungo periodo che dia massima priorità all’ipotesi di impedire totalmente l’ingresso in Laguna alle navi da crociera, proponendo inoltre di inserire Venezia tra i siti in pericolo. 

Allarme dell’Unesco per Venezia 

L’Unesco ha proposto di inserire Venezia tra siti in pericolo a causa del continuo passaggio delle navi da crociera in laguna, in particolare modo nel canale della Giudecca. La Serenissima, è iscritta alla lista dell’Unesco dei siti Patrimonio dell’Umanità dal 1987. L’inserimento della città nell’elenco dei luoghi in pericolo porterebbe l’Italia a dover concordare con le Nazioni Uniti un piano per uscire dall’emergenza con un cronoprogramma stabilito. I siti in pericolo nel mondo sono circa una cinquantina stabiliti dall’Unesco e questa lista ha lo scopo di aumentare la consapevolezza internazionale in merito alle minacce al patrimonio culturale e incoraggiare adeguate contromisure conservative. Le zone presenti in questo elenco sono considerati nell’immediato sotto minaccia o fortemente a rischio per probabili deterioramenti futuri.

La ripartenza del turismo croceristico 

Dopo la sospensione a causa della pandemia, a inizio giugno é ripreso il turismo crocieristico che fa molto bene dal punto di vista economico a Venezia, ma danneggia la città per il suo impatto non solo visivo, ma anche ambientale.  Msc Orchestra, il primo colosso post covid ripartito il 5 giugno scorso, per esempio é alta 60 metri, diciassette metri in piú della basilica di San Marco e solo tre metri in più del campanile della chiesa che sorge sull’isola di San Giorgio (63 metri). Inoltre la nave é lunga 293 metri, larga 32 metri e ha un peso lorda di 92.409 tonnellate. Queste dimensioni mettono in evidenza immediatamente la sproporzione tra la struttura di Venezia e questi colossi del mare che transitano davanti a Palazzo Ducale, lungo il bacino di San Marco e il canale della Giudecca. Non é solo un problema di impatto visivo, scontato date le misure, ma é anche un problema di impatto ambientale. Nel passaggio questi giganti causano, data la loro stazza, una movimentazione dell’acqua e dei fondale lagunare significativo per l’ecosistema sostengono gli esperti. Inoltre una nave di queste dimensioni inquina, perchè ha ovviamente necessità di smaltire un  enorme quantitativo di rifiuti. C’e anche un altro aspetto legato alla pericolositá data la grandezza del transito delle crocevie per gli altri piccoli mezzi che per necessitá lavorative si ritrovano affiancati da queste neve, non é mai accaduto nulla di grave ma talvolta si sono verificati incidenti navali con barche nettamente piú piccole, come l’incidente della MSC Opera del 2 giugno 2019.

Iter legislativo del blocco del passaggio delle Grandi Navi 

Il tema  del blocco del transito delle crociere é da sempre al centro del dibattito politico e mediatico dal momento che vengono coinvolti numerosi interessi e diverse problematiche per una città certamente straordinaria ma anche molto complessa come Venezia.

Tre decreti regolamentano questa situazione: il primo quello dei ministri Clini e Passera é del 3 marzo 2012 che vietava il transito nel canale di San Marco e nel canale della Giudecca delle navi adibite al trasporto di merci e passeggeri con stazza di oltre 40 mila tonnellate. Il decreto inoltre invitava a trovare soluzioni alternative che tuttavia non sono state perseguite. Il 31 gennaio 2019 viene formulata una tutela da parte della Commissione regionale per il patrimonio culturale del Veneto sui canali veneziani grazie all’approvazione all’unanimità di una proposta avanzata dalla Soprintendente alle Belle Arti e al paesaggio per il comune di Venezia e la laguna. Norma avvallata successivamente dal Ministero dei Beni Culturali. Tuttavia anche in questo caso nessun cambiamento significativo è stato concluso. Infine Draghi approva a maggio 2021 la conversione in legge del decreto che prevede l’allontanamento delle grandi navi dal centro storico veneziano. Viene dato all’autoritá del sistema portuale del Mare Adriatico, che gestisce tutta la baia lagunare, 60 giorni di tempo per realizzare un concorso di idee per elaborare proposte di punti di attracco diversi.

Un’ipotesi attuabile consiste nello spostamento dell’approdo delle giganti da Venezia a Marghera ma ad ora non ci sono le strutture adatte. Certo é necessario avere il tempo per costruire le infrastrutture adeguate, e nel frattempo? Continueranno a traghettare le crocevie cosi vicino al centro storico?

il governo ha stanziato in primavera per il progetto 2,2 milioni di euro, ma il bando di concorso non é stato ancora pubblicato. Le autoritá competenti spiegano che il ritardo é dovuto alla nuova modalitá del concorso di cui bisogna comprendere ancora bene tutti gli aspetti.

L’allarme dell’Unesco ha sicuramente risollevato l’attenzione su questo tema, nelle speranza che qualcosa di concreto venga fatto al piú presto. Afferma Dario Franceschini, Ministro della Cultura all’Ansa: “Purtroppo la decisione dell’Unesco era nell’aria da tempo. Abbiamo giá fatto un passo importante nell’ultimo decreto con la destinazione dell’approdo delle grandi navi fuori dalla laguna, adesso credo vada fatto di piú come impedire da subito il passaggio delle grandi navi nel canale della Giudecca”.

 

di Sara Giudice

Navi_Venezia

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