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30 Ottobre 2022 | Attualità

I film italiani viaggiano di più all’estero

Raddoppiata in cinque anni la presenza delle nostre pellicole sul mercato internazionale. È passata dai 43 / 52 titoli nel 2017 ai 96 / 118 nel 2021. Lo rivela uno studio commissionato dall’ANICA.

Cresce il cinema italiano all'estero

Cresce il cinema italiano all’estero

I film italiani che viaggiano per le sale, per la tv e per i servizi on demand all’estero sono raddoppiati fra il 2017 e il 2021. Appena 5 anni fa contavano fra i 43 e i 52 titoli; lo scorso anno fra i 96 e i 118. Il 49% dei film prodotti in Italia nel 2021, inoltre, avrebbe superato i confini nazionali nelle varie modalità previste dal mercato. Sono questi i primi dati di una ricerca commissionata da ANICA, l’Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Digitali, e presentata in occasione del MIA, il Mercato Internazionale Audiovisivo a Roma. “È un lavoro mai fatto prima, sul quale la collaborazione di operatori e istituzioni è fondamentale”, ha dichiarato Francesca Medolago Albani, Segretaria Generale ANICA: “I primi risultati ci danno fiducia nel metodo e ci fanno capire che c’è ancora molto da scoprire per poter raccontare il percorso fatto in questi anni dall’industria italiana”. La prima tappa di un percorso, dunque, non una ricognizione definitiva, con la promessa di nuovi dati per i mesi a venire.

Coproduzioni per 100 milioni

Le coproduzioni dei film italiani fra il 2017 e il 2020 hanno attratto quasi cento milioni di euro, più del doppio dei quattro anni precedenti. Nel periodo considerato sono state fra le 218 e le 233 quelle realizzate, soprattutto con Francia e Germania ma anche, in 19 casi, con Paesi extraeuropei.

Chi distribuisce il nostro cinema

Trentatré sono le imprese italiane che distribuiscono cataloghi di film italiani all’estero. Sono circa 4300 i titoli di produzione fino al 2016 (3880 sono di fiction, il resto documentari e animazione) con ricavi annui fra i 6 e i 12 milioni, in aumento del 10-15% nel 2021 rispetto ai valori del 2017, aggiuntivi rispetto a quelli di produzione recente.

Vince il passato, ma cresce il presente

I film con maggiore mercato sono quelli dei decenni 1960-1969, 1970-1979 e 1980-1989. I prodotti di questi trent’anni coprono il 65% della domanda di library dall’estero. A favore delle nuove produzioni, però, ci sono elementi concreti dati da una maggiore capacità della nostra industria di sviluppare prodotti adatti alla circolazione internazionale. Al di là del nostro cinema d’autore che continua a essere presente (e non di rado premiato) nei Festival internazionali, va segnalata la nascita di nuove società di distribuzione con cataloghi multinazionali e, soprattutto, specifici strumenti di sostegno del Ministero della Cultura, coerenti con gli obiettivi della legge. Fondamentali, fra gli altri, il Film Distribution Fund per i distributori non nazionali di opere italiane e il Fondo per le coproduzioni minoritarie, che si aggiungono agli incentivi fiscali e ai contributi automatici. Anello debole, malgrado la crescita delle coproduzioni, rimane la ridotta disponibilità di capitali di rischio, in particolare nell’animazione.

di Daniela Faggion

Cresce il cinema italiano all'estero

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