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15 Dicembre 2006 | Economia

I tagli al roaming piacciono ad alcuni paesi europei, ma altri prendono tempo

La riduzione delle tariffe di roaming in Europa si farà, probabilmente entro il prossimo semestre, ma non tutti i membri Ue sono d’accordo sui modi. I ministri delle Tlc riuniti nei giorni scorsi a Bruxelles hanno confermato la necessità di un regolamento che porti a un calo dei costi delle chiamate fatte all’estero col telefono cellulare. Secondo il commissario Viviane Reding sono stati fatti “passi in avanti”, ma la strada è ancora lunga. L’Italia appoggia “l’impostazione e l’approccio diretto della Commissione, che prevede di intervenire sia sui prezzi all’ingrosso che su quelli al dettaglio, fissando un tetto massimo per le tariffe – ha detto il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni -. Altri Paesi, invece, preferirebbero non un tetto massimo, ma l’indicazione di un prezzo medio delle tariffe al dettaglio”. Italia, Germania, Irlanda ed Estonia vorrebbero un regolamento al più presto, Grecia e Malta sono contrarie e Francia e Regno Unito sono capofila di una quindicina di Stati che vorrebbero un periodo di transizione.