Il 29 gennaio 2026 è arrivato in libreria Sanremo e la classifica del tempo, il nuovo volume firmato da Marco Rettani e Nico Donvito, pubblicato da Azzurra Music. La data non è casuale perché coincideva con l’anniversario della prima edizione del Festival, nel 1951, quasi a suggerire un legame diretto con la memoria collettiva della canzone italiana.
Il sottotitolo – 100 canzoni non incoronate dal Festival diventate immortali -chiarisce subito il filo conduttore del volume: ripercorrere le storie di brani che non hanno vinto la gara ma che, nel tempo, si sono presi una rivincita ben più duratura, entrando stabilmente nell’immaginario collettivo, a volte anche oltre i confini nazionali. Tra le pagine trovano spazio titoli come Papaveri e papere, 24 mila baci, Il ragazzo della via Gluck, La voce del silenzio, Piazza grande, Maledetta primavera, Sarà perché ti amo e Felicità: canzoni che hanno perso una classifica ufficiale, ma hanno vinto quella del tempo.
Il libro si apre con tre introduzioni firmate da Renzo Arbore, il compianto maestro Peppe Vessicchio e Vincenzo Mollica, che offrono uno sguardo personale sul Festival, spostando l’attenzione dalla competizione al valore umano e culturale delle canzoni. In chiusura arriva una lettera affettuosa di Pippo Baudo, dedicata alla manifestazione che ha accompagnato gran parte della sua carriera.
Il progetto nasce da un lavoro di ricerca durato un anno, passato attraverso l’ascolto e l’analisi di oltre duemila brani prima di arrivare alla selezione finale delle cento canzoni più rappresentative. Accanto ai pezzi più popolari, trovano spazio anche storie meno note, aneddoti curiosi e passaggi che raccontano come certi brani abbiano introdotto linguaggi nuovi o temi inediti sul palco dell’Ariston.
Sempre seguendo l’idea che, alla fine, è sempre il tempo a esprimere il verdetto definitivo, gli autori spiegano così lo spirito del volume: Rettani parla di una “vera vittoria”, che coincide con la capacità di una canzone di restare nei ricordi e nei momenti importanti della vita; Donvito si è concentrato invece sulla ricerca dei motivi più orecchiabili, quelli che tutti prima o poi si ritrovano a canticchiare, ma anche delle storie particolari. Ogni capitolo è poi arricchito dai commenti di artisti, autori e addetti ai lavori, che contribuiscono a costruire un racconto corale.
Dal punto di vista editoriale, il libro si presenta come un oggetto pensato anche per l’ascolto: 324 pagine a colori in formato quadrato, ispirato al vinile, un CD con 16 brani scelti tra i cento raccontati e un QR code per ogni canzone, che rimanda direttamente a Spotify, trasformando la lettura in un’esperienza interattiva.
Sanremo e la classifica del tempo propone una classifica senza podi né medaglie: ciò che conta è la capacità di certe canzoni di attraversare i decenni e continuare a parlare a chi le ascolta. Un modo diverso di raccontare il festival più famoso d’Italia, riscoprendo il valore più semplice – e forse più difficile da misurare – della musica: quello di restare.

