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22 Aprile 2022 | Attualità

ICity Rank 2021: quali sono le città più digitali d’Italia

È stato presentato il rapporto annuale sulle smart city, ICity Rank 2021, che delinea lo stato di digitalizzazione dei 107 comuni capoluogo italiani. Al primo posto Firenze, seguita da Milano e Bologna.  ICity Rank è una classifica realizzata da FPA, società di servizi e consulenza specializzata in relazioni pubbliche e comunicazione istituzionale; è incentrata esclusivamente […]
Smart city

È stato presentato il rapporto annuale sulle smart city, ICity Rank 2021, che delinea lo stato di digitalizzazione dei 107 comuni capoluogo italiani. Al primo posto Firenze, seguita da Milano e Bologna. 

ICity Rank è una classifica realizzata da FPA, società di servizi e consulenza specializzata in relazioni pubbliche e comunicazione istituzionale; è incentrata esclusivamente sul percorso di trasformazione digitale delle città italiane, pensata per tenere aggiornata l’evoluzione dei centri urbani nel percorso verso città più intelligenti, più vicine ai bisogni dei cittadini e più capaci di promuovere lo sviluppo adattandosi ai cambiamenti.

La graduatoria viene realizzata analizzando le performance dei comuni capoluogo su otto indicatori: accessibilità online dei servizi pubblici, disponibilità di app di pubblica utilità, adozione delle piattaforme digitali, utilizzo dei social media, rilascio degli open data, trasparenza, implementazione di reti wifi pubbliche e tecnologie di rete intelligenti. 

L’indice di trasformazione digitale, media aritmetica degli otto indicatori settoriali, permette di costruire il ranking delle città più digitali d’Italia. 

In generale, la pandemia nel 2020 ha spinto verso la trasformazione digitale tutte le città italiane, ma sono quelle che già negli anni passati avevano avviato radicali processi di innovazione a mostrare oggi i risultati migliori. 

Firenze si conferma per il secondo anno consecutivo il capoluogo più digitale d’Italia, potendo vantare risultati di eccellenza soprattutto nel campo degli open data, del wifi, di IOT e tecnologie di rete e delle app municipali. Milano è seconda ed ha come punti di forza gli open data, i servizi online e l’indice di “apertura”. Bologna è terza, grazie sopratutto ai risultati nei social e nell’IOT e tecnologie di rete. 

A completare la top ten troviamo Roma e Modena a pari merito al quarto posto, Bergamo, Torino, Trento, Cagliari – prima città del mezzogiorno – e Parma. Si tratta di un gruppo di città con valori molto simili alle prime tre. 

Subito dopo le prime dieci città troviamo una serie di comuni che si distinguono per il fatto di aver ottenuto buoni risultati e posizionamenti in tutti gli indici settoriali oggetto della ricerca: Reggio Emilia, Palermo, Venezia, Pisa, Genova, Rimini, Brescia, Cremona, Prato, Bari, Bolzano e Verona. 

Il direttore generale di FPA Gianni Dominici sottolinea:  Le prime ventidue città della classifica sono le “città digitali”, quelle che utilizzano in modo diffuso, organico e continuativo le nuove tecnologie nelle attività amministrative, nell’erogazione dei servizi, nella raccolta ed elaborazione dei dati, nell’informazione, nella comunicazione e nella partecipazione. Sono città che possono creare le condizioni per lo sviluppo economico e sociale dei loro territori grazie al digitale”. 

Dopo le prime ventidue città troviamo una fascia intermedia in cui si colloca la maggior parte dei capoluoghi italiani, che alternano posizionamenti alti o bassi a seconda dei settori: troviamo Pavia, Siena, Piacenza, Napoli, Lecce, Vicenza, Padova, Ravenna e via via circa sessanta città in evoluzione nel percorso di trasformazione digitale, che è plausibile possano migliorare le performance facilmente. 

In coda, una ventina di capoluoghi in ritardo in quasi tutti gli indicatori: chiudono la classifica  Caltanissetta, Potenza, Fermo, Teramo, Chieti, Catanzaro, Crotone, Benevento, Cosenza, Rieti, Trapani, Caserta, Nuoro, Foggia, Agrigento, Avellino, Carbonia, Isernia ed Enna all’ultimo posto. 

I capoluoghi meridionali evidenziano un ritardo nella trasformazione digitale, collocandosi più frequentemente nella fascia bassa della graduatoria. Ma qualcosa sta cambiando anche al sud: oltre a Cagliari al nono posto, troviamo Palermo al dodicesimo, con il massimo dei voti nell’ambito degli Open Data, al pari di Milano e Pisa, e in ottima posizione nelle classifiche che riguardano apertura e servizi online. Si segnalano anche Bari, che eccelle nell’apertura e nei servizi online, e il recupero di Napoli, al ventiseiesimo posto, che scala undici posizioni grazie al massimo dei voti nelle app municipali e il buon piazzamento nei social. 

Di Zaira Nobile 

Fonte foto: www.simteconline.it

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