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6 Ottobre 2023 | Attualità

Il cielo italiano si tinge di rosso: è l’aurora boreale

Lo spettacolo, suggestivo e insolito, è stato registrato da alcune webcam nel Nord Italia nella notte dello scorso 25 settembre.
Nei giorni scorsi l’Italia è stata interessata da un fenomeno raro, anche se non impossibile. In Lombardia e in Alto Adige, in particolare nella zona del Bergamasco e della Val Pusteria, le webcam hanno registrato un cielo di un insolito colore rosso. Il picco del fenomeno c’è stato alle 4 del mattino e nello stesso momento episodi simili hanno interessato anche Francia e Repubblica Ceca.
Secondo gli esperti del Centro Meteo Lombardo si è trattato di aurore boreali, un evento insolito per almeno due motivi: il primo è prettamente locale poiché in Italia, soprattutto alle latitudini del Nord, è davvero improbabile assistere a fenomeni simili; il secondo motivo riguarda invece il colore dell’aurora boreale “italiana”: rossa anziché verde, come siamo abituati a vederla oltre il Circolo Polare Artico.
La spiegazione del fenomeno
Il “responsabile” di questo meraviglioso spettacolo è il vento solare, ossia il flusso di particelle provenienti dagli strati più esterni dell’atmosfera del Sole. Solitamente il campo magnetico terrestre impedisce al vento solare di penetrare nell’atmosfera e raggiungere il suolo ma vicino al Polo Nord e al Polo Sud questa sorta di protezione è inferiore; per questo motivo il vento solare riesce a entrare in atmosfera e a interagire con gli atomi di ossigeno, a quote tra i 100 e i 300 km, i quali assorbono energia e la riemettono sotto forma di luce, dando così vita alle aurore boreali. Quando c’è un’attività solare più intensa, l’interazione tra vento solare e ossigeno avviene a quote più alte (tra i 400 km e gli 800 km) e questo conferisce all’aurora il colore rosso.
Perché in Italia 
Sul motivo per cui è stato possibile vedere un’aurora boreale in Italia c’è ancora qualche dubbio. Tipicamente, quando accade a basse latitudini, il fenomeno viene associato a un’attività solare elevata misurabile in un indice Kp (indicatore globale dell’attività aurorale) di 8 o 9. Nel momento in cui è stata avvistata l’aurora in Italia però questo indice misurava circa 6. La spiegazione più plausibile, secondo gli esperti, è che sia stato possibile vederla poiché si trovava a una quota particolarmente elevata.
Fonte foto: Centro Meteo Lombardo
di Antonietta Vitagliano

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