Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

28 Marzo 2007 | Attualità

Il copyright si adatta al digitale

La Creative Commons ha proposto uno schema “open-source” di licenze flessibili per la protezione della libertà intellettuale. La versione 3.0 propone inoltre un doppio formato, uno dedicato agli Stati Uniti e uno con valenza internazionale.  Le Creative Commons sono nate nel 2001 su iniziativa di un docente di diritto d’autore della Stanford Law School, Lawrence Lessing. L’obiettivo è quello di fornire un modello di copyright adatto ai problemi di condivisione posti dalle nuove tecnologie digitali.  Una possibilità offerta dalle licenze Creative Commons è quella di rendere possibile la condivisione legale su internet . In Italia l’associazione è attiva dal dicembre del 2004 e si occupa dell’adattamento dello schema di licenze al quadro legislativo italiano. Il coordinatore delle Creative Commons italiano è Juan Carlos De Martins, che ha specificato che le licenze CC saranno sempre incompatibili con qualsiasi forma di Digital Right Management (Drm).  “Fino a oggi le licenze vietavano di aggiungere un controllo tecnologico all’opera. Abbiamo deciso, dopo un lungo ragionamento, di mantenere il divieto. I ragazzi di Debian (una distribuzione di Linux) proponevano di lasciare all’autore la possibilità di inserire i drm a patto di distribuire parallelamente una versione senza protezioni. Ma ci è sembrato un procedimento macchinoso”, ha precisato De Martins.

Guarda anche:

L’ Al al servizio della tutela del patrimonio culturale italiano

In Italia il traffico illecito di beni culturali viene contrastato dal personale del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC) con il supporto di piattaforme e archivi informatici...

Fondazione Italia Patria della Bellezza premia le realtà culturali italiane importanti ma poco note

Sono 22 le realtà culturali vincitrici del "Premio 2024 della Fondazione Italia Patria della Bellezza" giunto alla sua quarta edizione, di cui 3 premiate con un contributo complessivo di 60.000 euro...
Uomo nel grano - ph Pexels

Cibo Made in Italy non ci sarebbe senza il lavoro degli immigrati

Secondo nove casi studio sono centinaia di migliaia le persone giunte in Italia dall'estero che lavorano per i prodotti tipici italiani Fino al 50% di manodopera straniera dietro alle filiere....