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19 Maggio 2014 | Attualità

Il cubo di Rubik si risolve in un doodle

Ha formato decine di generazioni di logici e matematici, ma anche milioni di ragazzi smaniosi di riportare l’ordine nelle sue facciate sconclusionate: il cubo di Rubik compie quarant’anni e Google ha deciso di omaggiarlo a modo suo, dedicandoli la sua homepage quotidiana.

Ha formato decine di generazioni di logici e matematici, ma anche milioni di ragazzi smaniosi di riportare l’ordine nelle sue facciate sconclusionate: il cubo di Rubik compie quarant’anni e Google ha deciso di omaggiarlo a modo suo, dedicandoli la sua homepage quotidiana . Era la primavera del 1974 quando il professore unghere Erno Rubik completò il suo ‘giocattolo’ , un cubo con le sei facce(di sei colori diversi) scomposte in nove quadrati. Un meccanismo di rotazioni assortite permette di ingarbugliare le facciate, muovendone i quadrati all’interno e mescolandone i colori. Difficile ripristinare la situazione iniziale: molti non ci sono mai riusciti, altri sono divenuti di veri e propri maestri. Il più rapido a risolverlo, sinora, è stato Mats Valk, che l’ha completato in 5,55 secondi , ma più o meno tutti ci hanno giocato almeno una volta: ne sono stati venduti 300 milioni di esemplari (imitazioni comprese) e il suo successo perdura ormai da quattro decenni. Oggi, grazie a Google, è possibile maneggiare il celebre cubo anche online. In versione doodle.

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