Arriverà nei teatri italiani nell’autunno 2026 Gloria – Il Musical, il nuovo spettacolo ispirato a uno dei brani più celebri della musica italiana, firmato da Umberto Tozzi nel 1979. Il progetto nasce come una trasposizione teatrale del repertorio del cantautore torinese e mette al centro proprio la hit diventata negli anni un classico pop senza tempo e senza confini.
Il musical, prodotto dal Centro di Produzione Teatrale GoldenStar, è scritto da Andrea Maia, Toni Fornari e Vincenzo Sinopoli, con la regia affidata agli stessi Maia e Fornari. La storia racconta il percorso di una giovane cantante, Gloria, alle prese con ambizione, relazioni e crescita personale, in un intreccio narrativo costruito sulle canzoni di Tozzi.
Elemento centrale del progetto è stato il coinvolgimento diretto dell’artista: Tozzi firma le musiche e la direzione musicale dello spettacolo ed è presente nelle diverse fasi di sviluppo, dalle scelte artistiche fino al lavoro sul cast. Questo ruolo attivo punta a trasformare il musical in qualcosa di più di un semplice jukebox di successi, costruendo una narrazione coerente attorno al suo repertorio.
Il debutto è previsto per ottobre 2026, con una tournée nei principali teatri italiani nella stagione 2026-2027, ma la prospettiva è stata da subito quella di renderlo un prodotto da esportazione. Gloria, infatti, con i suoi quasi 29 milioni di copie vendute e innumerevoli passaggi radio, è tra i brani italiani più conosciuti al mondo, capace di scalare le classifiche europee e di affermarsi anche negli Stati Uniti grazie alla versione di Laura Branigan, che nel 1982 raggiunse il secondo posto della Billboard Hot 100.
Per questo, sin da quando il progetto era stato annunciato, qualche mese fa, la prospettiva dichiarata superava i confini italiani. “Gloria è una canzone che ha già fatto il giro del mondo. L’idea è portarla anche a teatro con lo stesso respiro internazionale, con l’obiettivo di arrivare un giorno a Broadway”, disse Tozzi durante la presentazione. Sulla stessa linea i produttori, che parlano di uno spettacolo “costruito per essere esportabile, con adattamenti linguistici e culturali, capace di dialogare con pubblici diversi”.

