Il turismo culturale in Italia continua a rappresentare una delle leve più decisive per l’attrattività e la crescita del Paese. L’ultimo rapporto Federculture, arricchito dai dati più recenti delle principali analisi di settore, fotografa una situazione particolarmente dinamica: dopo la ripresa post-pandemica, il segmento culturale non solo ha recuperato terreno, ma ha addirittura superato i livelli precedenti il 2020.
Presenze record e una crescita costante
Nel corso del 2024, i dati ufficiali segnalano oltre 60,8 milioni di visitatori nei musei statali italiani, con un incremento del 5,4% rispetto al 2023 e dell’11% rispetto al 2019. I musei, che restano il cuore pulsante dell’offerta culturale nazionale, hanno generato introiti per 382 milioni di euro, con una crescita significativa non solo in termini economici ma anche di partecipazione del pubblico.
Il segmento del turismo culturale risulta sempre più trasversale: il 63,2% delle presenze turistiche totali in Italia riguarda comuni e località a chiara vocazione culturale (città d’arte, siti Unesco, piccoli borghi storici), di cui ben il 57% è costituito da visitatori stranieri. Numeri che testimoniano la centralità del patrimonio artistico e culturale nell’immaginario globale e nel posizionamento internazionale del turismo italiano.
Le mete più amate: Roma e Firenze
Roma si conferma regina del turismo culturale, con sei delle dieci attrazioni più recensite nel 2024, seguita da Firenze, dove il Museo Leonardo da Vinci è stato il più recensito. Restano saldi ai vertici Galleria degli Uffizi e Colosseo, mentre attrazioni come la Fontana di Trevi e il Pantheon rafforzano il fascino della Capitale.
I dati confermano come il “fenomeno cultura” non riguardi solo le grandi città d’arte: la crescita più marcata si rileva soprattutto in regioni considerate minori nel panorama turistico tradizionale, come Molise, Marche e Umbria, segno di una diversificazione dell’offerta e di un interesse crescente per esperienze più autentiche e meno affollate.
I numeri del turismo culturale: quanti scelgono l’Italia per la cultura?
Nel primo semestre del 2025, secondo il Rapporto Annuale del Turismo Europeo, gli arrivi internazionali in Italia sono aumentati del 12,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre le presenze nelle strutture ricettive sono cresciute del 10,4%, portando così il totale delle presenze attribuite specificatamente al turismo culturale a circa 205 milioni, un incremento del 18% sull’anno precedente.
Secondo Federculture, la crescita riguarda sia la componente internazionale che quella domestica: nella sola annata 2024 si sono registrati 74 milioni di arrivi internazionali con motivazione principale culturale. Il dato trova conferma anche nella vivacità dei flussi in città d’arte e musei, che nel complesso segnano un sentiment online molto positivo (92/100, il più alto tra tutti i settori turistici), evidenziando come la cultura sia sempre più protagonista anche nelle scelte dei nuovi viaggiatori digitali.
Accanto a queste cifre record, però, emergono alcune nuove sfide: la concentrazione dei flussi turistici in pochi grandi centri urbani solleva l’allarme overtourism, con la conseguente necessità di politiche e strategie per favorire una distribuzione più equilibrata dei visitatori su tutto il territorio nazionale, rilanciando anche le mete meno battute e investendo in sostenibilità, inclusività e digitalizzazione del patrimonio culturale.
In sintesi, il turismo culturale in Italia vive una stagione di slancio straordinario, trainata dalla capacità di offrire non solo arte e storia ma anche esperienza, innovazione e futuro. Dati e prospettive confermano che la cultura rimane uno dei motori principali dello sviluppo turistico del Paese.
di Sara Giudice