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22 Novembre 2021 | Attualità

In Italia arrivano nuove disposizioni per chi ha un vaccino non riconosciuto dall’Ema 

Nuove disposizioni del ministero della Salute italiano sbloccano la situazione in cui si trovavano migliaia di persone. Avendo fatto vaccini non riconosciuti dall’Ema non potevano ottenere il green pass.  Vaccini non riconosciuti dall’Ema I vaccini riconosciuti dall’Agenzia Europea per i medicinali sono quattro: Pfizer, Moderna, AstraZeneca e Johnson&Johnson. Quelli non approvati sono i vaccini cinesi Sinopharm e […]

Nuove disposizioni del ministero della Salute italiano sbloccano la situazione in cui si trovavano migliaia di persone. Avendo fatto vaccini non riconosciuti dall’Ema non potevano ottenere il green pass. 

Vaccini non riconosciuti dall’Ema

I vaccini riconosciuti dall’Agenzia Europea per i medicinali sono quattro: Pfizer, Moderna, AstraZeneca e Johnson&Johnson. Quelli non approvati sono i vaccini cinesi Sinopharm e Sinovac (2,2 miliardi di dosi somministrate in Asia, decine di milioni in Sudamerica, 2,1 milioni in Ungheria), l’indiano Covishield (oltre 733 milioni di dosi fatte in India e 5 milioni in Gran Bretagna) e il russo Sputnik (89 milioni di dosi somministrate in Russia e 1,9 milioni fra ungheresi, slovacchi e serbi).

È importante specificare che se un vaccino non è approvato dall’Autorità di un Paese non significa che esso sia inefficace ma che non corrisponde agli standard necessari alla sua commercializzazione su un mercato specifico, in questo caso quello europeo. Il vaccino indiano non è riconosciuto nell’Unione Europea perché si ritiene che le informazioni fornite a suo riguardo siano insufficienti. Per quello cinese si aggiunge anche l’impossibilità di ispezionare i luoghi di produzione, mentre il produttore di Sputnik non ha ritenuto di sottoporre alle autorità europee la documentazione richiesta.

Le regole UE

In UE la certificazione verde COVID-19 viene rilasciata a coloro che hanno completato il ciclo vaccinale con uno dei quattro vaccini riconosciuti dall’Ema. La Commissione europea, tuttavia, al fine di garantire la libertà di circolazione, rimanda agli Stati membri la decisione di rilasciare il green pass anche a chi è stato somministrato un altro tipo di vaccino.

Le disposizioni in Italia

Chiunque arrivi in Italia certificando l’avvenuta vaccinazione con uno dei quattro vaccini riconosciuti dall’Ema, ha diritto al green pass. Dal 23 settembre la disposizione è stata estesa anche per il vaccino indiano Covishield. Gli italiani o stranieri vaccinati con Sputnik, Sinopharm o Sinovac sono considerati non vaccinati.

La dose “booster”

Dal 4 novembre, secondo quanto indicato dal Ministero della Salute, i cittadini maggiorenni vaccinati con vaccino non riconosciuti dall’Ema possono ricevere una dose di richiamo con il vaccino Pfizer o Moderna a partire da ventotto giorni e fino a un massimo di sei mesi dal completamento del ciclo primario. Superato questo termine massimo è necessario prenotare un ciclo vaccinale primario completo con Pfizer o Moderna. La somministrazione della prima dose determina l’emissione del green pass valido dal quindicesimo giorno dalla data di somministrazione e fino alla data prevista per la dose successiva.

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