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20 Maggio 2023 | Ambiente, Attualità, Economia, Innovazione

In Italia mercato dell’auto in crescita

Il mercato dell’auto italiano vola nel mese di aprile, ma nonostante gli incentivi l’elettrico non decolla. I dati del ministero dei Trasporti parlano di 125.805 immatricolazioni ad aprile 2023, il 29,2% in più dello stesso mese del 2022. Nono mese consecutivo di crescita, ma i volumi sono ancora un terzo più bassi del 2019. Secondo le stime il 2023 si chiuderà a 1,47 milioni di auto.

Da inizio anno sono state vendute 552.850, pari al 26,89% in più dell’analogo periodo del 2022, un anno quest’ultimo particolarmente negativo per il mercato auto in Italia e in Europa. La ripresa in Italia è in atto da agosto 2022 e, come nell’Unione Europea – spiega il Centro Studi Promotor – è dovuta proprio al venire meno di gran parte delle difficoltà legate alla carenza di componenti e quindi di auto da consegnare ai clienti. Il mercato dell’auto italiano è però ancora ben lontano dai livelli precedenti la crisi innescata dall’epidemia. Le immatricolazioni del primo quadrimestre sono infatti in calo del 22,5% sullo stesso periodo del 2019. L’Unrae, l’associazione che rappresenta in Italia le Case automobilistiche estere, rivede al rialzo le stime e prevede 1.470.000 immatricolazioni, in crescita dell’11,6% sul 2022 (ma ancora in calo del 23,3% sul 2019).

Mentre in tutta l’Unione Europea cresce la quota delle auto elettriche che nei principali paesi è già da tempo a due cifre, in Italia l’elettrico non decolla. Il Governo ha dichiarato di voler rivedere il sistema degli incentivi che sta dando risultati molto modesti proprio per auto elettriche e dintorni, ma al momento tante parole pochi fatti. Lo stallo nell’impiego delle risorse Ecobonus destinate a favorire gli acquisti di vetture a zero o bassissime emissioni è evidente.

I costruttori

Gruppo Volkswagen. Per Wolfsburg, le targhe totali sono 22.893, per un incremento del 34,6%.

Renault e Ford. Il gruppo transalpino guidato da Luca de Meo chiude il mese di aprile con una crescita del 68,7% e 12.601 immatricolazioni.

BMW e Daimler. Le registrazioni del gruppo bavarese sono 6.408, il 22,7% in più rispetto a un anno fa.

Le asiatiche. Tra i costruttori orientali, il gruppo Toyota immatricola 6.319 veicoli e perde il 14,4%. Andamento positivo per la Suzuki (+145,4%, 2.715 unità registrate) e la Subaru (+47,6%, 214), negativo per la Nissan (-18,4%, 1.481), la Mazda (-2,5%, 742), la Honda (-68,9%, 311) e la Mitsubishi (-82,4%, 43). Bene le Case coreane: con 3.727 immatricolazioni, la Hyundai guadagna il 32,9%, mentre la consociata Kia cresce dell’11,6% (3.855 vetture).

Premium e sportive. Tra gli altri marchi del segmento premium, la Volvo immatricola 1.214 vetture, il 32% in più rispetto a un anno fa. Il gruppo Jaguar Land Rover ne registra 639 (-49,4%), di cui 127 per il marchio del Giaguaro (-50,2%) e 512 per il brand delle fuoristrada (-49,2%). In forte crescita la Tesla, che passa in un anno da 27 a 740 immatricolazioni (+2.640,7%). Nel segmento delle sportive di lusso la Porsche guadagna il 69,5% (573 targhe) e la Ferrari il 30,4% (73). Infine, per la Polestar sono 96 le immatricolazioni, contro le zero di un anno fa.

La top 10 delle auto più gettonate

Nella classifica dei modelli più popolari svetta sempre la Fiat Panda con 7.390 unità, mentre la seconda posizione è occupata dalla Fiat 500 (4.129) e la terza dalla Lancia Ypsilon (3.720). Seguono, nell’ordine, la Dacia Sandero (3.528), la Fiat 500X (2.798), la Ford Puma (2.644), la Peugeot 3008 (2.632), la Volkswagen T-Roc (2.481), la Jeep Renegade (2.319) e la Dacia Duster (2.277).

Boom per diesel e benzina

La suddivisione delle immatricolazioni per tipologia di alimentazione mostra un rallentamento della crescita delle elettriche e, contestualmente, sorprendenti risultati per le auto tradizionali. Le Bev, infatti, guadagnano il 29,2%. Fanno molto meglio le vetture a benzina, con un +39,3%. Bene anche le diesel, in crescita del 20,2% e sale anche il Gpl, con un +45,1%, mentre prosegue la continua contrazione del metano: -89,3% e quota dello 0,1% (era allo 0,9% ad aprile 2022).

Gamma elettriche in stallo

Le auto elettriche scendono in quota rispetto al recupero di marzo, fermandosi al 3,1% di share nel mese (3,7% nel quadrimestre), mentre le ibride ricaricabili si portano al 4,8% (4,5% in gennaio-aprile). Nel complesso le cosiddette auto ECV (elettriche e ibride) rappresentano in aprile il 7,9% del mercato. Le ibride rimangono stabili al 34,8% delle preferenze (35,5% in gennaio-aprile), con un 8,3% per le “full” hybrid e 26,5% per le mild hybrid (ibride leggere).

Il commento dell’Unrae

Il presidente Michele Crisci, su Quattroruote.it, ribadisce l’inefficacia degli incentivi, come dimostrato dall’aumento delle emissioni di CO2. “È urgente una loro riformulazione, con innalzamento dei tetti di prezzo e l’inclusione di tutte le persone giuridiche con bonus a importo pieno. Aspettiamo quindi una convocazione del Tavolo Automotive, di cui non si hanno più notizie, per lavorare di comune accordo verso obiettivi condivisi”. Il presidente dell’Unrae sottolinea poi la necessità di accelerare l’installazione di colonnine di ricarica e l’emanazione delle norme per incentivare privati e condomini nell’acquisto di punti di ricarica e di varare una politica infrastrutturale ad ampio raggio e di orizzonte lungo anche per il rifornimento di idrogeno.

La richiesta dell’Anfia

L’Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) sottolinea la necessità di evitare “l’effetto attesa degli incentivi che potrebbe fare rallentare il mercato e chiede la loro rimodulazione per l’acquisto di vetture a bassissime e zero emissioni, ma anche di provvedere alla riallocazione degli oltre 250 milioni avanzati dall’ecobonus 2022”.

(fonte dati Quattroruote.it)

 

di Luisa D’Elia

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