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17 Maggio 2023 | Ambiente

In Italia non tira una buona aria, soprattutto in Pianura Padana

A lanciare l’allarme è il rapporto Europe’s air quality status, dell’Agenzia europea dell’ambiente (Aea). Cremona è tra le città europee con la più alta concentrazione di particolato sottile nell’aria

Lo studio, pubblicato a fine aprile, ha analizzato la qualità dell’aria di 37 paesi, tra cui tutti gli stati membri dell’Unione europea e altri come l’Islanda, la Norvegia, la Svizzera, la Turchia, la Serbia, il Kosovo o il Montenegro, esaminando gli inquinanti atmosferici presenti tra cui il particolato, il biossido di azoto, l’ozono e il biossido di zolfo.

Elevate concentrazioni di particolato si riscontrano nell’Europa centro-orientale, principalmente a causa dell’uso del carbone per il riscaldamento e la produzione industriale. Il biossido di azoto, le cui emissioni sono causate principalmente dal traffico, caratterizza l’aria di tutte le più grandi città del Continente, mentre alte concentrazioni di ozono interessano soprattutto l’Italia e il bacino del Mediterraneo per via del ruolo dell’irradiazione solare e del calore nella formazione di questo gas.

La Pianura Padana è maglia nera in Europa. 

Con la qualità dell’aria peggiore qui si raggiungono i livelli più alti di particolato, un insieme altamente inquinante di sostanze liquide e solide sospese in aria, con dimensioni microscopiche. Cremona è tra le città europee con la più alta concentrazione di particolato sottile nell’aria (Pm2,5), piazzandosi al 372esimo posto. Peggio fanno solo le stazioni di monitoraggio di Piotrkow Trybunalski e Nowi Sacz, in Polonia, e di Slavonski Brod in Croazia. Padova è 367esima. Bergamo, Piacenza, Brescia e Venezia occupano le posizioni dalla 356 alla 359, Milano la 349. Roma è 257esima, Napoli 241esima. Scorrendo la classifica dal basso in alto, Genova è la prima città italiana con una qualità dell’aria definita accettabile (158esimo posto). Nello stesso gruppo, Livorno (33esima) e Sassari, con i dati migliori d’Italia, al 16esimo posto. Faro, in Portogallo, e le città svedesi di Umea e Uppsala, sono state classificate come le città con l’aria più pulita nell’UE.

I bambini le principali vittime

Il rapporto afferma che il 97% dell’intera popolazione dei 37 paesi analizzati è stato esposto a livelli di inquinamento atmosferico molto superiori a quelli ritenuti sicuri dall’Organizzazione mondiale della sanità. In particolare, il 76% della popolazione è esposta a livelli eccessivi di particolato Pm10, il 94% all’ozono e il 90% al biossido di azoto.

Le principali vittime sono i più piccoli, con almeno 1.200 minori che ogni anno muoiono a causa dell’inquinamento atmosferico e altre migliaia tormentati da problemi di salute (fisica e mentale) per aver respirato aria sporca fin dai primi vagiti. I minori sono infatti i più esposti ai pericoli con impatti permanenti che possono causare riduzioni di peso o la nascita prematura. L’Aea evidenzia come sia stato dimostrato che l’esposizione ad alti livelli di inquinanti durante l’infanzia inibisce la capacità polmonare, provoca l’asma e aumenta il rischio di allergie.

Soluzioni e rimedi

Ridurre le fonti di inquinamento come il traffico stradale o la combustione di carbone è tra i principali punti all’ordine del giorno raccomandati dall’Aea che ha anche lanciato un appello affinché i governi assumano azioni specifiche a tutela dei minori. Al primo posto la creazione di aree a basso inquinamento intorno alle scuole, con traffico limitato e divieto di lasciare accesi i motori dei veicoli.

Al momento scarseggia il verde nei pressi degli istituti scolastici in Europa. In media, stando ai dati, poco più del 10% dell’area entro un raggio di 300 metri dalle strutture educative è green, e solo il 6% è coperto da alberi. Le scuole con i dintorni più verdi sono nel nord Europa. In Italia, in città come Milano, Bari e Napoli meno del 5% dell’area entro 300 metri dalle scuole è verde. Va meglio a Roma, Firenze e Bologna, dove la percentuale è tra il 5 e il 10%.

di Luisa D’Elia

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