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8 Maggio 2026 | Ambiente, Attualità, Economia

In Italia oltre 8 miliardi di contenitori sfuggono al riciclo

Ogni anno numerosi rifiuti sfuggono alla differenziata, tra consumi in giro e sistemi inefficaci di controllo e sanzione. E il deposito cauzionale emerge come possibile svolta

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Ogni anno in Italia oltre 8 miliardi di contenitori per bevande sfuggono ai circuiti di raccolta e riciclo. Si tratta di un flusso enorme, che fotografa la dimensione reale del cosiddetto “littering”, cioè la dispersione di rifiuti di piccole dimensioni nell’ambiente: una delle principali falle del sistema di gestione dei rifiuti urbani.

Il dato emerge dall’ultima indagine “Brand audit” della campagna “A buon Rendere”, realizzata nel 2025 su quasi 20mila imballaggi abbandonati in diversi comuni del Milanese: Grezzago, Trezzo sull’Adda e Pozzo d’Adda. La fotografia dei rifiuti dispersi che ne risulta è molto precisa: il 41% è plastica, il 29% alluminio, il 26% vetro, il restante 4% cartoni per bevande. Questa distribuzione riflette in modo quasi speculare il consumo quotidiano di prodotti confezionati fuori casa.

Secondo i dati dell’ISPRA, in Italia la raccolta differenziata ha superato il 65% ma una quota significativa di rifiuti continua a sfuggire ai sistemi ufficiali, alimentando costi ambientali ed economici. Il littering incide infatti sia sulla qualità degli ecosistemi sia sulle spese pubbliche per la pulizia urbana, che in molte città europee rappresentano fino al 20% dei costi complessivi di gestione dei rifiuti.

Due categorie dominano il fenomeno: birra e acqua in bottiglia, che insieme rappresentano il 68% dei contenitori analizzati, rispettivamente con il 35% e il 33%. Nel caso della birra pesa la diffusione del vetro monouso, mentre per l’acqua incide l’uso massiccio di bottiglie in plastica. A fare la differenza è anche il contesto di consumo: fuori casa aumenta la probabilità che l’imballaggio venga disperso anziché differenziato.

Il confronto internazionale offre indicazioni chiare sulle possibili soluzioni. In 19 Paesi europei è attivo un sistema di deposito cauzionale sugli imballaggi per bevande, che prevede il pagamento di una piccola somma al momento dell’acquisto, restituita quando il contenitore viene riconsegnato. I risultati sono consolidati: i tassi di raccolta superano stabilmente il 90%, con punte fino al 98% in Paesi come la Germania e la Finlandia. L’effetto è duplice: riduzione drastica del littering e recupero di materiali di qualità più elevata.

Il modello tedesco, basato sul cosiddetto “Pfand”, rappresenta uno dei sistemi più efficienti: la cauzione varia generalmente tra 0,08 e 0,25 euro per contenitore e ha trasformato il comportamento dei consumatori, rendendo economicamente conveniente il ritorno dell’imballaggio. Un meccanismo che, secondo diversi studi europei, riduce quasi completamente l’abbandono di bottiglie e lattine negli spazi pubblici… e anche quando vengano dimenticate in giro, c’è sempre qualcuno disposto a raccoglierle e a incassare una piccola cifra.

In Italia sono attualmente in discussione diverse proposte di legge per introdurre un sistema analogo, mentre resta centrale il tema delle sanzioni. Le multe per abbandono di rifiuti, previste dal codice dell’ambiente, possono arrivare fino a 300 euro, ma l’efficacia deterrente è limitata dalla difficoltà dei controlli. Senza un sistema capillare di prevenzione, la repressione da sola non riesce a incidere in modo significativo.

Un’altra leva riguarda il costo del servizio. In alcuni Paesi del Nord Europa il conferimento dei rifiuti è in parte legato alla quantità prodotta, un sistema noto come “pay as you throw”. Questo modello, già sperimentato in alcune realtà italiane, incentiva comportamenti più virtuosi, ma non risolve direttamente il problema dei rifiuti dispersi fuori dai circuiti ufficiali.

Il quadro che emerge è chiaro: il littering non è solo il risultato di comportamenti individuali scorretti, ma il prodotto di un sistema che fatica a intercettare una quota rilevante di imballaggi. Intervenire a valle, con pulizia e sanzioni, ha un impatto limitato. Le esperienze europee indicano invece che le soluzioni più efficaci agiscono a monte. A valle gli oltre 8 miliardi di contenitori che ogni anno sfuggono al riciclo in Italia rappresentano non solo un problema ambientale, ma anche una perdita di materia prima e di valore economico.

Di <a href="https://www.telepress.news/author/daniela-faggion/" target="_self">Daniela Faggion</a>

Di Daniela Faggion

Emiliana di nascita, non ho ancora deciso dove mi piacerebbe mettere radici: nel frattempo sto in prestito a Milano dal 2000. Giornalista pubblicista dal 2003 e professionista dal 2006, ho lavorato per diversi media e pubblicato due libri. Scrivo per Telepress dal 2022 e mi occupo di attualità, scienze, ambiente, ed enogastronomia, sempre per raccontare l'Italia vista dal mondo e l'Italia in giro per il mondo.