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12 Gennaio 2006 | Economia

INNOVAZIONE SI TOCCA IL FONDO

L’Italia si colloca al dodicesimo posto nella classifica europea per l’innovazione.Secondo la Commissione europea è uno dei paesi “dalla prestazione più povera”L’Italia resta il fanalino di coda tra i quindici Paesi europei per l’innovazione posizionandosi al dodicesimo posto. Al primo posto si conferma la Svezia seguita da Finlandia, Danimarca, Germania, Austria, Belgio, Olanda, Regno Unito, […]

L’Italia si colloca al dodicesimo posto nella classifica europea per l’innovazione.Secondo la Commissione europea è uno dei paesi “dalla prestazione più povera”L’Italia resta il fanalino di coda tra i quindici Paesi europei per l’innovazione posizionandosi al dodicesimo posto. Al primo posto si conferma la Svezia seguita da Finlandia, Danimarca, Germania, Austria, Belgio, Olanda, Regno Unito, Francia, Lussemburgo e Irlanda. L’ultimo paese è la Turchia. E’ quanto emerge dallo European Innovation Scoreboard della Commissione europea del 2005 che sottolinea come il nostro paese sia uno di quelli “dalla prestazione più povera”. Nonostante l’Italia sia salita di una posizione rispetto al 2004, Bruxelles ritiene che il processo di ammodernamento sia “troppo lento”. La situazione italiana peggiora se si tiene conto di Usa, Giappone, Svizzera, Islanda, Norvegia: l’Italia si colloca al diciassettesimo posto. Il Belpaese è “particolarmente debole negli input di innovazione (ventunesimo posto nell’Europa a 25) e nell’innovazione dell’imprenditorialità”. La causa della bassa performance nella qualità dell’impresa è dovuta anche “ai livelli troppo bassi di cooperazione tra le piccole e medie aziende nell’innovazione (23% della media) e al livello degli investimenti in tecnologie informatiche sotto la media”. Commentando il rapporto, il ministro per l’Innovazione e le Tecnologie Lucio Stanca ha affermato che “emergono elementi che ci penalizzano, ma che vengono da lontano. Tra i fattori che pesano di più ci sono quelli strutturali, come la questione della ridotta dimensione delle nostre imprese e la bassa spesa per ricerca e sviluppo da parte delle piccole imprese. Tutti fattori che possono essere migliorati solo nel lungo periodo”

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