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3 Settembre 2021 | Attualità

Intervista a Ignazio Schintu, direttore Area operazioni emergenze e soccorsi della Croce Rossa Italiana, sull’accoglienza dei profughi afghani ad Avezzano

Sono in 5mila gli afghani arrivati in Italia con il ponte aereo che si è concluso sabato 28 agosto dopo i drammatici eventi relativi alla riconquista del paese da parte dei talebani e il contemporaneo e programmato ritiro delle forze occidentali. In Italia i rifugiati sono stati accolti nei centri allestiti in meno di 48 […]

Sono in 5mila gli afghani arrivati in Italia con il ponte aereo che si è concluso sabato 28 agosto dopo i drammatici eventi relativi alla riconquista del paese da parte dei talebani e il contemporaneo e programmato ritiro delle forze occidentali. In Italia i rifugiati sono stati accolti nei centri allestiti in meno di 48 ore grazie alla collaborazione tra le forze governative italiane, la Croce Rossa Italiana e la Protezione Civile dove viene osservato per gli ospiti il periodo di sorveglianza sanitaria.

Sono transitati circa 2.000 profughi provenienti da Kabul nel Centro Operativo Emergenze della Croce Rossa Italiana ad Avezzano gestito in collaborazione con la Protezione Civile.  Ad Avezzano i rifugiati restano poco, quarantott’ore, si riposano, recuperano le forze ricevendo dalla Croce Rossa Italiana assistenza sanitaria, psicologica, aiuto nel ricongiungimento famigliare che ha interessato molte famiglie dopo la precipitosa fuga dal loro paese e infine la somministrazione del vaccino anticovid. In questa intervista il direttore Area operazioni emergenze e soccorsi della Croce Rossa, Ignazio Schintu, racconta cosa accade nel campo di Avezzano, ci riporta il vissuto dei profughi dopo giorni drammatici nei loro paese e spiega l’iter che seguiranno una volta lasciato il campo di Avezzano.

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