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10 Maggio 2013 | Economia

iRadio, Apple contratta con i discografici

Il problema è dato dalla stipula degli accordi con le case discografiche in merito ai diritti. Queste ultime sono più che contente di promuovere i loro brani musicali attraverso la radio online del gruppo di Cuperino ma allo stesso tempo tentano di strappare condizioni più favorevoli.

Lo sviluppo dell’ iRadio da parte di Apple sembra avere subito una battuta d’arresto: il problema è dato dalla stipula degli accordi con le case discografiche in merito ai diritti. Queste ultime sono più che contente di promuovere i loro brani musicali attraverso la radio online del gruppo di Cuperino ma allo stesso tempo tentano di strappare condizioni più favorevoli in un mercato visto come il futuro della radio. Come spiega il Financial Time , Universal Music ha già siglato un accordo con il produttore di iPhone e iPad mentre i negoziati vanno avanti con la seconda delle principali etichette musicali, Sony Music. Un’intesa con Warner Music invece sembra vicina. In base a fonti citate dal quotidiano, Apple avrebbe offerto inizialmente royalty di circa il 6% per ogni 100 canzoni suonate in streaming ma il valore percentuale è stato poi alzato al 12,5%. Non è però chiaro se Universal abbia accettato tale tasso. Non è escluso che altre etichetta vogliano di più . Secondo alcuni esperti del settore musicale, Apple dovrebbe pagare di più di quanto versato da Pandora. Il motivo? Le ambizioni del gruppo guidato da Tim Cook in merito all’iRadio sono molto più ampie: il gruppo per esempio piò già usare dati in merito alle centinaia di milioni di utenti iTunes per prevedere quale tipo di canzoni potrebbero preferire. Apple, sempre secondo le fonti dell’FT, avrebbe offerto tre fonti di ricavi alle case discografiche : diritti per ogni canzone ascoltata, una quota degli introiti da pubblicità su iRadio e una somma minima garantita nell’arco della durata del contratto volta a fornire una rete di sicurezza nel caso in cui si rivelino deludenti il numero di canzoni ascoltate e il denaro raccolto in campagne promozionali.

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