Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

7 Giugno 2013 | Attualità

iRadio funzionerà a suon di pubblicità

Apple è quasi pronta a lanciare iRadio, il suo servizio di musica in streaming via internet, che avrà un impianto pubblicitario simile a quello del rivale Spotify, ovvero con annunci sonori ogni tre o quattro canzoni ascoltate dall’utente.

Apple è quasi pronta a lanciare iRadio , il suo servizio di musica in streaming via internet, che avrà un impianto pubblicitario simile a quello del rivale Spotify , ovvero con annunci sonori ogni tre o quattro canzoni ascoltate dall’utente. Stando alle ultime indiscrezioni trapelate sul web, gli spot saranno venduti attraverso iAd , piattaforma pubblicitaria mobile di Apple, che così dovrebbe essere in grado di pagare i diritti alle case discografiche che metteranno a disposizione degli iscritti i propri cataloghi. Con ogni probabilità, iRadio sarà integrato a iTunes , il negozio digitale della compagnia di Cupertino, che conta oltre mezzo miliardo di iscritti e dovrebbe garantire al nuovo servizio di ingranare rapidamente. Difficile invece capire se Apple proporrà una versione premium – a pagamento e senza pubblicità – della sua radio, come già fanno i concorrenti. Per chiarire i dubbi potrebbero bastare pochi giorni: iRadio potrebbe essere svelata al pubblico la prossima settimana.

Leggi anche:

Artoteca

L’arte esce dal museo: in Italia le opere si prendono in prestito come libri

Cittadini, biblioteche e opere originali. Le artoteche italiane crescono lentamente e cambiano l’accesso all’arte

Caterina Caselli copertina

60 anni di “Nessuno mi può giudicare”

Il brano che ha lanciato la carriera di Caterina Caselli è stato presentato a Sanremo il 27 gennaio 1966 e da allora continua a essere una hit anche internazionale

brothers-effortlessly for free

L’asilo nido riscrive il microbioma dei bambini

Uno studio dell’Università di Trento mostra che in quattro mesi i piccoli condividono fino al 20% dei batteri intestinali, con effetti potenzialmente duraturi sul sistema immunitario