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4 Dicembre 2022 | Ambiente, Economia

Italia, fanalino di coda per le auto elettriche

L’Italia perde terreno in Europa in fatto di elettrico. Secondo Motus-e, a novembre le auto BEV pure circolanti sono state poco più di 166.000.

L’auto elettrica piace ma non convince gli Italiani: questo il senso del più recente bollettino emesso da Motus-e, la prima associazione italiana di operatori industriali, personalità accademiche e movimenti ambientalisti che si propone di favorire la transizione verso la mobilità sostenibile. Nel bollettino di novembre, pubblicato il 1° dicembre 2022, sono stati confermati sostanzialmente i dati del mese precedente e quindi l’aumento del divario in questo settore fra l’Italia e il resto d’Europa. A novembre le auto elettriche pure circolanti in Italia sono state poco più di 166.000, con le immatricolazioni full electric in calo del 25,9% sul 2021, a 5.133 unità. A ottobre era andata anche peggio, in realtà: i veicoli elettrici a batteria erano meno di 162.000, mentre le immatricolazioni BEV avevano registrato un calo del 48% rispetto al 2021. Questo, a fronte invece di un mercato totale delle auto che ha registrato – sempre a ottobre – un +14,84% rispetto a ottobre 2021 (116.237 unità).

L’Italia è ormai fanalino di coda sulle immatricolazioni dei veicoli elettrici, se confrontata con Belgio, Francia, Germania, Olanda, Spagna e Regno Unito. Nonostante in tutti i Paesi il total market sia in calo, in tutti contemporaneamente cresce la market share delle elettriche. Tranne in Italia, appunto. Il primato sulle immatricolazioni di veicoli completamente elettrici (BEV) per il mese di ottobre 2022 è andato sempre alla Germania, con un totale di 35.819 veicoli BEV (+17% su ottobre 2021). Al secondo posto il Regno Unito con 19.993 veicoli BEV immatricolati (+23,39% sul 2021) e al terzo posto rimane la Francia con 16.864 auto immatricolate (+8,19%). Quarta l’Olanda, con 6.458 immatricolazioni (+14,89%); quinto il Belgio con 3.489 auto immatricolate (con una crescita record di +63,11%). Chiude la classifica sempre la Spagna con 2.767 auto immatricolate, dietro l’Italia in termini assoluti ma con una crescita sul 2021 sempre del +14,72%.

Il tema della mobilità sostenibile riguarda diverse questioni: da quella ambientale a quella relativa ai consumi, passando per il vasto mondo delle agevolazioni. La scarsa propensione all’elettrico da parte degli Italiani può scaturire anche da una conoscenza approssimativa della tecnologia e dalla difficoltà a trovare risposte alle domande che qualunque potenziale acquirente può porsi.

Una piazzola per la ricarica elettrica

Una piazzola per la ricarica elettrica

L’auto elettrica è veramente sostenibile?

La prima questione che interessa il passaggio a un veicolo elettrico ha a che fare con la sua effettiva sostenibilità rispetto alle auto tradizionali. La decisione di acquistare un veicolo elettrico diventa un fattore chiave con il quale si cerca di disegnare un nuovo paradigma per la gestione dell’energia. Quest’ultima dev’essere infatti sempre più sostenibile perché chi immagina di guidare un’auto elettrica è tendenzialmente un utente consapevole, che forse ha finalmente la possibilità di optare tra l’alternativa che meglio si adatta alle proprie esigenze e convinzioni.

“Purtroppo”, sostiene il bollettino Motus-e, “in Italia si discute ancora sulla inevitabilità della mobilità elettrica e sul suo contributo alla lotta al cambiamento climatico. Gli altri Paesi europei hanno già intrapreso una strada chiara e non fare “nessuna scelta”, dietro la bandiera della neutralità tecnologica, ha un impatto negativo enorme”.

Dove ricarico l’auto elettrica?

Fino al mese di settembre 2022, l’Italia contava 32.776 punti di ricarica in 16.700 infrastrutture di ricarica e 13.225 location accessibili al pubblico. Secondo l’analisi di Motus-e, l’Italia ha più punti di ricarica per veicolo circolante elettrico di Regno Unito, Francia, Germania e Norvegia, con un livello di potenza media degli stessi più alto della media europea e di Germania, Francia, Svezia e Spagna. Anche in termini di punti di ricarica pubblici per 100.000 abitanti, l’Italia è avanti rispetto alla Francia (rispettivamente 49 e 44 punti di ricarica, sempre ogni 100.000 abitanti), anche se Oltralpe si contano nel 2022 una quota di mercato di auto BEV oltre il 12%.

 Quanto costa un’auto elettrica?

Il costo resta uno dei due principali ostacoli all’adozione massiccia di veicoli elettrici. Infatti, un’auto elettrica costa tra il 20 e il 30% in più di un veicolo con motore a combustione interna (ICE). Le due variabili che bisogna valutare in sede di acquisto e che determinano il prezzo di un’auto elettrica sono la potenza e la durata della batteria. Nonostante in alcuni casi e per determinati modelli il prezzo possa alzarsi notevolmente, c’è da tenere in considerazione che l’investimento fatto viene poi ammortizzato dalla poca manutenzione di cui hanno bisogno questo tipo di vetture, soprattutto se comparate a quelle termiche. Inoltre, da un po’ di tempo a questa parte, complici le direttive a livello europeo, sono stati attivati degli incentivi per l’acquisto. Per la precisione, l’ultimo decreto relativo al comparto automotive emanato dal MISE ha aumentato la portata del precedente bonus, portandolo fino al 50% per le auto con emissioni da 0 a 20 grammi per km di CO2 e da 20 a 60 grammi per km. L’aiuto si rivolge esclusivamente agli acquirenti con un reddito Isee inferiore a 30.000 euro e viene concesso a un solo membro per nucleo familiare.

di Daniela Faggion

Una piazzola per la ricarica elettrica

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