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3 Gennaio 2013 | Attualità

La 7, si analizzano le nuove offerte

La scadenza prevista è quella del 17 gennaio , quando il consiglio di amministrazione di Telecom Italia prenderà in esame le nuove offerte per TiMedia , riviste e modificate, in arrivo da Clessidra e dall’imprenditore Urbano Cairo. La partita per l’acquisto del gruppo che controlla la rete televisiva La7 resta comunque molto difficile. L’azionista Telecom Italia ha infatti chiesto che gli unici due acquirenti restati in lizza presentino, per la scadenza del board, nuove proposte: quelle finora arrivate sarebbero infatti ancora più simili a manifestazioni d’interesse e non avrebbero l’aspetto vincolante della contrattualizzazione, necessario per arrivare a una cessione di TiMedia. Così, anche se in questi ultimi giorni complici le festività, il lavoro si è un po’ rallentato, starebbero continuando le discussioni tra Clessidra (affiancato da Equinox e assistita da Merrill Lynch) e Cairo (con gli advisor di Lazard) da una parte e dall’altra Piergiorgio Peluso, il chief financial officer di Telecom Italia che è stato incaricato dal board di seguire la possibile vendita di TiMedia. Nelle ultime settimane sono inoltre trapelate indiscrezioni su una possibile alleanza fra Clessidra e Cairo, da stringere eventualmente dopo il raggiungimento di una prima intesa con Telecom Italia. Ma il grande problema, al di là di questi aspetti, resta nei numeri. Oggi TiMedia capitalizza infatti a Piazza Affari circa 220 milioni di euro, ma ha anche debiti per 224 milioni. Inoltre il rosso sta aumentando a vista d’occhio. Nei soli primi nove mesi le perdite erano a quota 53,8 milioni di euro, in peggioramento di 38,9 milioni sul 2011. Chi andrà a comprare TiMedia dovrà, dunque, avviare una profonda ristrutturazione dell’azienda . Secondo le previsioni sarebbero necessari almeno 200 milioni di investimenti sul rilancio e sulla riorganizzazione del gruppo televisivo. Ovvio che in queste condizioni, con milioni di investimenti da effettuare su una tv indebitata e in perdita, le proposte d’acquisto di Clessidra e Cairo non potranno giocoforza essere interessanti economicamente per Telecom Italia.

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